Il "No" di Mario Monti e i danni fatti dal suo governo tecnico, la cantonata di Saviano sull'antimafia, il caso Askatasuna, i magistrati che "fanno outing". Rassegna ragionata dal web
Manifesto del comitato per il "Sì" al referendum sulla giustizia (foto Ansa)
Su Startmag Francesco Damato scrive:
«Sul referendum – ha scritto testualmente il senatore a vita – io ad esempio sono indeciso, vedo luci e ombre. Ma se la nostra premier continua a mostrarsi la leader più devota a Trump, malgrado i suoi continui attacchi all’Europa e la sua opera di distruzione dello stato di diritto in patria e nel mondo, mi verrebbe di pensare che abbia anche lei nell’intimo una vocazione autoritaria». Come ragionano neppure più tutti forse nell’associazione dei magistrati e dintorni, compresi i partiti che ne riflettono le posizioni. «Meglio allora, concluderei, non metterle in mano – ha scritto Monti della Meloni – strumenti che potrebbero agevolare la messa in pratica dell’autoritarismo». E così, sembra di capire, le ombre della riforma hanno preso anche in lui il sopravvento sulle luci e l’hanno trasformata nella più pericolosa occasione di tradimento della democrazia. Già questa immagine apocalittica mi sembra poco consona, ripeto, ad una personalità istituz...
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