Contenuto riservato agli abbonati

Le buone ragioni del Piano Mattei spiegate da Marco Minniti

Di Lorenzo Malagola
31 Gennaio 2026
Sono proprio le tre urgenze (demografica, economica e di sicurezza) individuate dall’ex ministro dem a giustificare il cambio di passo del governo nelle relazioni con l’Africa
Marco Minniti, presidente della Fondazione MedOr Piano Mattei
Marco Minniti, presidente della Fondazione MedOr (foto Ansa)

Il rapporto tra Europa e Africa continua a essere raccontato come una emergenza. Migrazioni, crisi umanitarie, instabilità: tutto è letto con il lessico dell’urgenza e dell’emozione. Ma è proprio questa lettura ad averci impedito per molto tempo di comprendere la realtà. Il Mediterraneo non è una frontiera da presidiare quando scoppia un problema, ma è uno spazio geopolitico da abitare perché vitale per il nostro paese. Ad averlo capito per prima, mentre il resto della politica italiana si divideva tra “immigrazionisti” e “chiusuristi”, è stata Giorgia Meloni. «L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono», diceva Enrico Mattei. E non è un caso che il Piano lanciato dal primo governo di centrodestra dopo oltre un decennio di sinistra sia dedicato proprio al grande dirigente, padre dell’Eni. Perché sì, bisogna avere quel po’ di spirito visionario per riuscire a sovvertire la narrativa e immaginare il futuro delle due sponde del Mediterraneo come un luogo, tutto da costru...

Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati