Lettere al direttore
«La vita degli altri ci riguarda». La lezione di Piazzaballa a Bologna
Caro direttore, sono Samuela Quercioli, consigliera comunale di Bologna, rappresentante civica del centrodestra nel gruppo BolognaCiPiace.
Venerdì 18 settembre, nella Sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio, Bologna ha conferito la cittadinanza onoraria al cardinale Pierbattista Pizzaballa.
Un atto istituzionale importante, perché la cittadinanza onoraria non è soltanto un riconoscimento personale: è una scelta che il Consiglio comunale compie a nome dell’intera città. In questo caso, quella scelta è arrivata al termine di un percorso nato da sensibilità politiche diverse e concluso con il voto unanime dell’Aula.
La proposta è nata alcuni mesi fa dalla sottoscritta, insieme alla consigliera Cristina Ceretti del Partito democratico e alla consigliera Rita Monticelli, delegata del sindaco. Abbiamo scelto di incontrarci, ascoltarci e confrontarci, fino a trovare le ragioni per una proposta comune. A questo link trova la delibera, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari e approvata all’unanimità, che raccoglie le motivazioni alla base di questa scelta.
Ed è proprio qui, per me, che sta il significato politico di questa cittadinanza.
Non siamo partiti da posizioni necessariamente coincidenti. Su questioni complesse come quelle che riguardano la Terra Santa, le diverse sensibilità restano e fanno parte del confronto. Abbiamo scelto, però, di partire da una persona, dalla sua storia e dalla sua straordinaria testimonianza, per cercare ciò che poteva unirci e costruire attorno a questo una scelta condivisa.
Questo è il punto politico: non cancellare le differenze, ma impedire che le differenze rendano impossibile ogni scelta comune.
Una proposta nata da sensibilità diverse è diventata una scelta dell’intero Consiglio comunale: tutti i gruppi consiliari l’hanno sottoscritta e l’Aula ha votato all’unanimità. Non era scontato.
Nel suo intervento (leggibile qui), il cardinale Pizzaballa ci ha parlato di una realtà ferita e complessa, nella quale ogni giorno incontra persone, cerca il dialogo e difende la dignità di ogni essere umano.

Tra le sue parole, ce n’è una che mi ha particolarmente colpito: non aspettare di poter risolvere tutto per cominciare a fare qualcosa. Una persona aiutata non risolve un conflitto, ma per quella persona può essere la differenza tra essere abbandonata e sapere che qualcuno si è accorto di lei.
È un richiamo concreto alla responsabilità. Anche per chi, come me, ha scelto di stare nelle istituzioni e di mettersi al servizio della propria città.
Alla fine, credo che tutto questo possa essere riassunto in una frase che il cardinale Pizzaballa ci ha consegnato quel giorno: «Che la vita degli altri ci riguarda».
È da qui, credo, che parte anche il senso del servizio alla città: sapere che le decisioni che prendiamo riguardano sempre la vita concreta delle persone.
Mi auguro che il metodo che abbiamo seguito per arrivare a questa scelta possa diventare uno strumento anche per amministrare Bologna: partire dalle differenze, cercare ciò che può unirci e poi avere il coraggio di decidere.
Samuela Quercioli
Consigliera comunale di Bologna
BolognaCiPiace
La preferenza è una cosa seria.
Aggiungi Tempi alle tue “fonti preferite” di Google:
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!