Boldrini, la gran compagna specialista del dolore

Il suo look non è certo adatto ai luoghi di divertimento ma alla noia degli incontri ufficiali, dei seminari di studio, delle commemorazioni, della politica, insomma del Palazzo.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Avendo frequentato, e con estremo piacere, l’Unione Sovietica ai tempi di Leonid Breznev, ricordo i volti delle donne di potere, a partire da Yekaterina Furtseva, ministro della Cultura con Breznev e, prima ancora, tra le principali collaboratrici di Stalin. Del quale, si vociferava al Cremlino, sarebbe stata pure l’amante. Per lungo tempo nei volti della nomenklatura comunista e di altri partiti italiani, ho cercato una faccia sovietica. Confesso che mi sarebbe piaciuto trovarla. Ma ora un volto brezneviano c’è. È quello di Laura Boldrini, che per comodità giornalistica chiamerò “Boldrinova”, scherzoso appellativo usato per primo da Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio.

La signora Boldrini è una bella donna: alta, formosa, capelli sempre ben composti, abiti eleganti pur se di maniera.
Lei veste da donna potente, con tailleurs pantalone grigi, grigioscuri, blu o neri e sfoggia tacchi bassi, magari “ballerine”, per non far sfigurare deputati e ministri un po’ bassottelli. La Boldrini è la specialista del dolore. Con l’aria compunta, viso pallido, occhi con lacrima incorporata e magari un velo nero castigliano, molto sexy, come è accaduto in qualche cerimonia vaticana.

La “Boldrinova” è nata per stare seduta su un alto scranno o per confondersi tra rifugiati e malcapitati, consolati dalla sua passione per il dolore. Le gambe della nostra Presidente sono indubbiamente belle e slanciate, come vedemmo in una foto rubatale al mare in Grecia da un bravo paparazzo. Lei però è talebana, e copre al meglio tutto ciò che può della sua figura. Il look “Boldrinova” non è certo adatto ai luoghi di divertimento ma alla noia degli incontri ufficiali, dei seminari di studio, delle commemorazioni, della politica, insomma del Palazzo. Quando ride, donna Laura sembra che pianga e viceversa.

Resterà in quel posto molto più grande di lei (che nostalgia di Gronchi, di Pertini, di Ingrao, della Iotti, di Napolitano!) ancora per un anno. Poi scenderà dallo scranno supremo di Montecitorio per salire sui palchi rosseggianti dei comizi e delle manifestazioni. Sperando che gli elettori si ricordino del suo look da gran compagna sovietica. Da zvidania “Boldrinova”.

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •