Un’indagine istruttiva sulle superlobby che controllano tutto, compreso l’Isis

++ Isis, chiese e simboli cristiani distrutti in Iraq ++

Pubblichiamo la rubrica di Pippo Corigliano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Consiglio la lettura di un libro scritto sciattamente che però apre visioni storiche, utili per le anime belle che credono che il mondo sia quello rappresentato dai giornali. S’intitola Massoni ed è fresco di stampa. Il libro spiega come sono avvenuti i cambiamenti di alcuni “paradigmi” di pensiero ad opera delle lobby internazionali: la politica degli ultimi secoli (da quando la borghesia regge il mondo), l’eclissi dell’autorità, il libero amore e la droga, l’esaltazione del movimento omosessuale, la teoria del gender.

Si alternano schieramenti contrari: da una parte progressisti keynesiani, dall’altra conservatori militaristi (scatenati negli ultimi anni). Non accade nulla d’importante che non sia voluto da una superlobby. Esempi sono gli attentati a Kennedy, Reagan e Giovanni Paolo II, l’11 settembre, fino all’Isis che ci tormenta in questi giorni. Si spiega così perché tanti occidentali (dei servizi) si affiliano all’Isis (che non è di sola marca musulmana), le donne bionde che parlano inglese (come raccontano le profughe che hanno vissuto con loro) e lo stile mediatico di marca occidentale.

Attentati clamorosi messi in scena come in un film hollywoodiano e la scelta del nemico: il cristianesimo. Stavolta l’obiettivo non è più New York ma Roma. È il tentativo da parte delle lobby atee e guerrafondaie di coinvolgere la Chiesa in quello scontro di civiltà che i Papi non hanno accettato (vedi Assisi). È bene che i cattolici siano concordi, meno ingenui, e preghino.

Foto Ansa

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