Nei sotterranei di Rieti le sculture in pietra e terracotta di Immacolata Datti

Sembra di entrare nel set di un film gotico dove, protette dalle spesse mura dei sotterranei, scultura in pietra e in terracotta si presentano ai nostri occhi assumendo delle forme dai contorni ora addolciti e arrotondati, ora squadrati e geometrici. Sono le opere di Immacolata Datti, artista romana che da sempre ama trarre ispirazione per le sue creazioni da fascinose leggende, dalle storie sulle costellazioni e dai miti sulla creazione del mondo. Amante della terracotta, che lavora dal 1971, la scultrice ne esalta la dimensione remota, arcaica, segreta e sacrale, che trasferisce anche negli altri materiali. Ecco che il suo piccolo universo si svela negli spazi sottoterra del Palazzo Vecchiarelli di Rieti, che da domani ospita la retrospettiva dal titolo All’inizio fu un suono… Immacolata Datti a Palazzo Vecchiarelli. 1980 – 2007.

Sono ventitré i lavori esposti tra i vicoli, gli architravi, le volte e le antiche mura della Rieti Sotterranea, elementi la cui nascita si ispira alle costellazioni – Costellazione del Toro, Costellazione dell’Acquario, Il Viaggio – o al passaggio verso altri mondi – come Le porte, grandi sculture in terracotta che “si aprono sul nulla” . Il titolo, scelto dall’artista, sottolinea il rapporto fondamentale tra suono e materia, che viene sancito soprattutto nelle sue sculture sonore che a contatto con il vento producono una speciale vibrazione che muta a seconda dei materiali usati, l’argilla, il legno, le pietre e i metalli.

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