Il capolavoro di Letta: rendere indispensabile il centrodestra

Enrico Letta trova l'accordo elettorale con Di Maio e Tabacci

Su Open si riporta questa dichiarazione di Giuseppe Conte: «In molti in queste ore mi chiedono cosa ne sarà del “campo largo” di Letta, dopo il broncio di Calenda, le voraci pretese di posti sicuri di Tabacci e Di Maio, i veti incrociati e le repentine giravolte: non spetta a me la risposta. Per parte mia posso solo dire che questo disastro politico mi sembra lontano anni luce dal progetto riformistico realizzato durante il Conte I».

Conte è scocciato perché grazie a Enrico Lettino e Carlo Calenda, sta perdendo il primato del politico più inconsistente della nazione e così rilancia riproponendo lo stellare progetto riformistico realizzato dal Conte I

Su Huffington post Italia Ugo Magri scrive: “Giusto gli inconsapevoli non sanno che, accanto al presidenzialismo di destra, ce n’è uno di sinistra. Rappresentato all’inizio da mosche bianche come Riccardo Lombardi, Leo Valiani, Emilio Lussu, Vittorio Foa: tutta gente che aveva conosciuto l’esilio o le patrie galere, dunque nessuno poteva accusare di nostalgie del Ventennio. Sostenevano che, per contrastare lo strapotere dei partiti, non era sacrilegio eleggere direttamente il capo dello Stato come si fa in America o (dal ’62) in Francia”.

Può un missus di un capo dello Stato presidenzialista francese, sostenere che proponendo il presidenzialismo Giorgia Meloni mette in pericolo la democrazia italiana? Sì, se invece di inviare un politico con la testa sulle spalle, Emmanuel Macron ha mandato a guidare il Pd l’ispettore Clouseau.

Su Dagospia dal Corriere: “In vista delle prossime elezioni, sul fronte del centrosinistra, «chiudiamo subito questo balletto sulle alleanze e avanziamo una proposta chiara e netta: lotta all’evasione fiscale, taglio robusto del cuneo fiscale affinché costi meno il lavoro alle imprese e una mensilità in più in busta paga per i lavoratori, per proteggere i redditi dall’inflazione». È quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini”.

Basta parlare in francese, si torna all’emiliano. Nel Pd ormai l’interesse per le elezioni è sempre più scarso, ci si concentra molto sul prossimo segretario del partito: è il turno di uno autoctono, non commissariato dall’estero.

Su Formiche Benedetto Ippolito scrive: “Possiamo sperare realisticamente per l’Italia in una legislatura stabile, con un governo forte e coeso, il quale concederà un tempo utile all’opposizione, necessario soprattutto per trovare una possibile identità d’insieme e una leadership condivisa per il domani. Il prossimo lustro vedrà, insomma, una democrazia sostanziale dare corpo alla nostra politica repubblicana, con un centrodestra maturo e idoneo per traghettare la nazione verso la stabilità, lo snellimento amministrativo e le altre riforme, specialmente giustizia e fisco, assolutamente indispensabili”.

Essere riusciti a fare del centrodestra l’unica chance per un governo stabile della nazione, è un capolavoro di quel genio politico nonché prefetto francese di Enrico Lettino ben coadiuvato da Sua Boria Carlo Calenda, detto anche la Grande Bullezza di Roma.

Foto Ansa

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