Dossier – Quell’asso piglia tutto di Marc Chagall

Amato da adulti e bambini e da esperti e profani per quel suo linguaggio universale fedele soltanto a se stesso, Marc Chagall è un jolly per musei e sedi espositive, che se lo contendono per poter realizzare quei riusciti eventi col tutto esaurito. Ma quando si parla del romantico Chagall, ebreo, russo e francese d’adozione, la medaglia ha solo un risvolto positivo. E quello che piace di questo artista del Novecento, spettatore di guerre, catastrofi, rivoluzioni politiche e tecnologiche, è proprio il mondo fiabescamente reale che è riuscito a creare nelle sue grandi e piccole composizioni. Un mondo dove l’oscurità non prende mai il sopravvento, dove il bianco e nero dei bozzetti raccontano un’approccio positivo alla vita e alla memoria, e i colori rosa, verde, azzurro, giallo condiscono i sentimenti e le emozioni saltellanti da una tela all’altra.

Sentimenti di amore e positività, che fanno da fil rouge nella mostra Chagall. Love and Life, appena inaugurata presso il Chiostro del Bramante di Roma. La retrospettiva, che resterà aperta fino al 25 luglio 2015, presenta 140 opere del maestro volate fin qui dalla collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme. Disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli raccontano la poetica di Chagall, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dalla commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee: l’originaria cultura ebraica, quella russa, e la pittura francese delle avanguardie.

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