Comunismo da barzelletta. Come si rideva nella Germania dell’Est

cover_AusgelachtIl volume «Derisi», pubblicato a settembre dall’editrice Christoph Links di Berlino, non è solo l’ennesima raccolta di barzellette sulla vita quotidiana in Germania Est: a differenza di altre antologie simili, il testo dello storico Hans-Hermann Hertle e del giornalista Hans-Wilhelm Saure pesca sorprendentemente dagli archivi dell’agenzia federale di intelligence tedesco-occidentale (BND). La sede della BND è situata – spiegano gli autori – dietro ad un’alta cinta muraria con tanto di filo spinato e telecamere e non ispira nulla di particolarmente divertente. Eppure qualche allegrone doveva esserci fra gli agenti della Germania occidentale, se per decenni la BND ha raccolto le storielle satiriche dei «cugini» tedesco-orientali presentandone un rapporto semestrale alle più alte cariche dello stato.
Fino alla riunificazione, nell’ottobre 1990, la Germania Est era costantemente monitorata dall’intelligence tedesco-occidentale: oltre alle informazioni politiche, militari ed economiche, a Bonn interessavano gli umori e l’opinione della gente comune, e si pensava di individuarli anche tra le righe di storielle che, se al massimo suscitavano risate a denti molto stretti, spesso contenevano un frammento di verità. La questione doveva essere piuttosto seria visto che le raccolte sono state declassificate solo nel marzo scorso, a 25 anni dalla fine della divisione tra le due Germanie.
Gli autori hanno pubblicato circa 300 barzellette tra quelle raccolte dalla BND tra l’86 e il 1990 direttamente sul posto dalle spie occidentali, o da chiacchierate informali con chi riusciva ad espatriare all’Ovest.

BND-Pullach-CCShareAlike4 wiki
L’ingresso della sede della BND a Pullach.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé. La frase di Wilde aiuta a comprendere come mai i due totalitarismi che hanno caratterizzato la storia tedesca del secolo scorso, spesso abbiano chiuso un occhio nei confronti della satira: nel Terzo Reich – ricordano gli autori – si tollerano le barzellette che prendono di mira gli alti papaveri, ma sono severamente punite quelle che sbeffeggiano lo sforzo bellico. Nella Germania comunista il pugno di ferro contro la satira si registra tra gli anni ’50 e ’60, quando il Partito teme ancora la «controrivoluzione». Poi verso gli anni ‘80 le battute volano ormai di bocca in bocca tra gli stessi iscritti al Partito: il regime tollera la barzelletta politica perché vi scorge una valvola di sfogo per la popolazione: se ridono di noi, forse non  si rivolteranno. Eccone alcune.

Tre cani, uno polacco, uno tedesco-orientale e uno occidentale si incontrano e raccontano come vivono. Il polacco dice: «Ah, noi stiamo malissimo: non c’è niente da mangiare». Il tedesco-orientale dice: «Per il cibo non mi posso lamentare, ma non ho altro da dire». Il cane occidentale dice: «Quando abbaio, mi danno la carne». Il polacco, meravigliato, replica: «Cosa? La carne?». E quello tedesco-orientale, spaventato: «Cosa? Abbaiare?».

Un cliente entra nei grandi magazzini sull’Alexanderplatz, a Berlino Est, e chiede alla commessa: «Ma qui non avete scarpe?». «Le scarpe non le hanno al primo piano. Qui non abbiamo le camicie».

Il maestro dà il compito di scrivere una frase che contenga le parole «congresso del partito» e «pace». Pierino scrive: «Lasciatemi una buona volta in pace con il congresso del partito!».

Difficilmente ascoltandole ci si scompiscerebbe dalle risa, ma alla BND interessava il contesto, come nel caso delle reazioni all’incidente alla centrale atomica di Černobyl’ nel 1986. Ecco circolare un nuovo proverbio: «Se il contadino cade stecchito dal trattore, cerca e ricerca che troverai un reattore».

Impietose le barzellette che colpiscono Honecker (quella del sole è stata immortalata ne Le vite degli altri), come nel caso del rituale comunista del «bacio fraterno»:

Sapete perché il compagno Honecker ha chiesto il divorzio? Perché Gorbačev bacia meglio di sua moglie.

È venerdì di quaresima, un fedele entra in chiesa e si china a baciare i piedi a Gesù crocifisso. Un funzionario del partito lo nota e gli chiede in tono di sfida se bacerebbe i piedi anche a Honecker. Il fedele risponde: «Certo, se lo vedessi qui appeso».

Honecker muore e finisce all’inferno. Gli chiedono se preferisce l’inferno orientale o quello occidentale. «Quello orientale, naturalmente!» risponde indignato. «Va bene – replica il diavolo, – ma a mangiare vieni di qua perché non cuciniamo per uno solo che sta di là».

Non meno caustiche quelle relative al rapporto con il grande fratello sovietico:

Honecker è in visita al porto di Rostock, dove stanno salpando tre grosse navi mercantili.
Chiede al capitano della prima: «Dove è diretto questo carico?»
– «A Cuba!»
– «Cosa portate?»
– «Macchinari per l’industria pesante»
– «Con cosa tornerete?»
– «Con le arance».
Il capitano della seconda nave risponde che salperà alla volta del Brasile con un carco di apparecchi ottici. «E con cosa tornate?»
– «Con caffè, banane e altri prodotti esotici».
«Compagno della terza nave, dove sei diretto?»
– «A Leningrado, compagno segretario generale»
– «Cosa porti?»
– «Arance, caffè, banane e altra frutta esotica»
– «E con cosa tornerete?»
– «Come al solito: col treno».


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •