Cari sindaci, anziché alle nozze gay, pensate a come abbassare le tasse

«La notizia di oggi è che le tasse comunali più alte d’Italia sono a Roma e a Bologna. Ai cittadini di quelle due città interessa molto più che i loro sindaci facciano pagare meno tasse piuttosto che impegnarsi su una cosa che la legge non prevede». Lo ha detto il titolare del dicastero degli Interni, Angelino Alfano, riferendosi al fatto che i primi cittadini delle due città hanno dichiarato essere loro intenzione procedere nella trascrizione dei matrimoni omosessuali, nonostante la direttiva del ministro.
Sabato Alfano ha dichiarato anche che il suo «non è un attacco alla loro autonomia ma è solo fare rispettare la legge. Quando la legge sarà cambiata potranno pretendere, se sarà cambiata in quella direzione, che il ministro dell’Interno faccia rispettare un’altra legge. Poi, diciamolo francamente, si tratta di alcuni sindaci parecchio noti ma ricordo che in Italia ce ne sono più di ottomila e se oggi protestano in 10, 15 o 20 la protesta non è di tutti. Intanto, noi sappiamo che il giorno 15 c’è un Consiglio dei ministri che riguarda la legge di stabilità e noi chiediamo maggiore attenzione per le famiglie».

I NUMERI. I dati cui si riferisce Alfano sono quelli che sono stati diffusi dalla Cgia di Mestre, secondo cui le tasse più alte in Italia si registrano a Bologna, a Roma, a Bari e a Genova. L’Ufficio studi della Cgia è giunto a questo risultato calcolando il prelievo che una famiglia tipo di 3 persone dovrà subire quest’anno per onorare il pagamento della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili) e dell’addizionale comunale Irpef. In classifica anche Milano, Torino e Napoli, i cui rispettivi sindaci si sono anch’essi ribellati ad Alfano.

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