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Bizzarri presidente del Palazzo Ducale di Genova, «un’occasione per la città di riscattarsi»

agosto 9, 2017 Francesca Parodi

Tra le polemiche per la scarsa esperienza del comico genovese, il giornalista Andrea Marcenaro si dichiara invece entusiasta: «Dopo le figuracce di Crozza e Grillo, si scommette sul più civile»

luca bizzarri ansa

Il comico genovese Luca Bizzarri è stato nominato presidente del Palazzo Ducale di Genova, una delle più importanti istituzioni culturali non solo della Liguria ma anche d’Italia. È stato proprio Bizzarri, celebre volto televisivo, conduttore de Le Iene in coppia con Paolo Kessisoglu, a dare la notizia sui social, non senza la sua caratteristica vena ironica: «Che sfida. Che onore. Mi mangeranno vivo. Un sacco di gente godrà se le cose andranno male. Accetto». In effetti, si sono subito sollevate le polemiche di quanti non ritengono l’attore all’altezza del suo compito per inadeguatezza di curriculum o che lamentano un’ingiustizia nei confronti di altri candidati più qualificati.
La nomina è stata presa dall’amministrazione regionale e il presidente della Liguria Giovanni Toti spiega sul sito ufficiale della Regione il motivo di tale scelta, volta a «individuare una persona capace e competente, ma anche in grado di portare innovazione e fantasia in Istituzioni che hanno bisogno di guardare al futuro e non cullarsi nel proprio passato». Insieme all’assessore della Cultura Ilaria Cavo, continua Toti, Luca Bizzarri è apparso come la persona idonea per questo incarico, in quanto coincide con una «personalità indipendente dai partiti, con una formazione di tipo teatrale, ma anche televisiva e giornalistica, legata ai più moderni social network e caratterizzata da modernità e innovazione».
Da parte sua, Bizzarri racconta sui social di aver deciso di accettare «alla fine di mille pensieri, per un motivo soltanto: perché sono genovese e qualsiasi genovese, davanti alla possibilità concreta di impegnarsi per la propria città, avrebbe detto sì». Si dichiara fiducioso nelle proprie capacità: «Userò la fantasia, l’esperienza che ho accumulato negli anni, la passione che mi lega a tutte le forme di spettacolo, intrattenimento e cultura e conterò sull’aiuto di tutti, a partire dal nuovo Direttore che avrà le competenze specifiche a me mancanti». Ma rassicura anche i suoi fan, promettendo scherzosamente che questo nuovo incarico non metterà al riparo dalle sue schermaglie comiche il presidente Toti, «che continuerò a percolare, lo giuro».

MEGLIO DI CROZZA E GRILLO. Controcorrente rispetto alle polemiche generali, tra i fiduciosi verso il nuovo presidente di Palazzo Ducale si schiera anche il giornalista genovese Andrea Marcenaro, firma di punta de Il Foglio, che dice a tempi.it: «Sono entusiasta di questa nomina. Mi incuriosisce, voglio proprio vedere quello che farà». Per Marcenaro c’è solo una nota dolente nella figura di Bizzarri: «Mi spiace che sia stato conduttore delle Iene, un programma che non amo particolarmente. Ma credo che abbia le doti giuste per riuscire».
Positiva anche la reazione del Pd, tanto che Raffaella Paita, capogruppo Pd in Liguria, ricorda in una nota che fu proprio il Pd in Regione a proporre Bizzarri come componente dell’Assemblea del Teatro Stabile di cui l’attore è stato allievo. «È curioso che anche il Pd si sia dichiarato favorevole a questo esperimento» commenta Marcenaro, che vede finalmente in questa novità un’occasione per Genova di riscattarsi. «Finora la città si è legata ai nomi di due celebri comici, Crozza e Grillo, da alcuni elevati quasi come immortali, ma che in realtà hanno fatto collezionare ai genovesi solo figuracce. Bizzarri mi sembra invece il più civile tra i tre, anche se sicuramente non mancheranno le critiche contro di lui».
Come ha dichiarato il sindaco Marco Bucci, «si tratta di una svolta strategica» che punta su un genovese famoso a livello nazionale, capace di attirare sponsorizzazioni sul Palazzo Ducale e di mantenere alto il livello della Fondazione. «Mi sembra una buona idea: si vuole promuove una cultura pubblica e con maggiori sponsorizzazioni il Palazzo Ducale potrà prendere molte nuove iniziative» commenta Marcenaro, che lancia infine un appello scherzoso (ma forse neanche troppo): «Mi raccomando, la mia città!».

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