Il presidente francese ha uno strano rapporto con la democrazia, si rimangia le dichiarazioni fatte sulle truppe in Ucraina e appare sempre più confuso. Rassegna ragionata dal web
Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron (foto Ansa)
Sul Sussidiario Nicola Berti scrive: «Ma alla domanda delle domande, ieri sera, Macron ha di nuovo scartato l’ostacolo: ha escluso di sottoporre al voto popolare la riforma previdenziale. Troppa – evidentemente – la preoccupazione di vedersi bocciato direttamente da quell’elettorato che per due volte (nel 2017 e nel 2022) non gli ha regalato al primo turno delle presidenziali più del 25%».
Non riesco a capire come facciano i più agitati antimeloniani (dai caciaroni romani, a Elly-nel-Paese-delle-meraviglie, all’affarista-senza-più emiri-di-riferimento Matteo Renzi) a puntare tutte le loro carte su un Macron così evidentemente disperato. L’altro giorno il nostro ha lanciato in tv un appello alla nazione, commentato dal quotidiano conservatore dell’establishment Le Figaro con il termine "flou", cioè confuso. Per rilanciarsi monsieur le Président ha detto che consulterà direttamente il popolo francese. Anche sulla riforma previdenziale? Gli hanno chiesto. No, quella no, potrei perdere.
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