Bill, che insegnò le rotte ai cigni. E Denis, che ci insegnò i racconti arabi

Sladen scoprì che il ddt si era depositato nei tessuti dei pinguini e delle foche, Johnson-Davis fece della diffusione della letteratura araba la sua missione

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Denis-Johnson-Davis

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Bill Sladen. William Joseph Lambert Sladen nacque il 19 dicembre 1920. Nacque a Newport, nel Galles. Il padre e la madre erano ufficiali dell’Esercito della salvezza. Un suo nonno metodista, Samuel Booth, dell’esercito della salvezza era stato fondatore e primo generale. William si laureò in medicina alla London University, con specializzazione in batteriologia.

Nel 1948 si aggregò come ufficiale medico, biologo dilettante e fotografo alla seconda spedizione nell’Antartico di Vivian Fuchs, il geologo che dirigeva le Falkland Islands Dependencies Survey. Operò a Hope Bay muovendosi tra le diverse stazioni su una slitta trainata da cani. In un’occasione patì diciassette giorni da solo in una tenda, dopo che in un incendio era andata in cenere la base con dentro i suoi compagni. Nel 1956 si trasferì negli Stati Uniti per insegnare alla Scuola di salute pubblica della John Hopkins University (ora Bloomberg) e continuare le sue ricerche sul campo. Nel 1964 fu il primo a scoprire che il para-diclorodifeniltricloroetano, il fin troppo efficace insetticida noto come Ddt, era arrivato a depositarsi fin nei tessuti dei pinguini e delle foche dell’Antartico.

Nel 1971 divenne noto per Penguin City un film che documentava giorno per giorno la vita di una colonia di pinguini di Adélie, la specie più popolosa che, tra settembre e ottobre, la primavera australe, cova e alleva i pulcini sulle coste dell’Antartico. Resosi conto che l’istinto migratorio non era congenito, con il collega canadese Bill Lishman insegnò la rotta a diciotto orfani di oca canadese per emigrare, guidando la tradizionale formazione a v con due aerei superleggeri. Si adoperò a reintegrare la popolazione del cigno trombettiere insegnando rotte di migrazione che evitassero i grandi corridoi aerei commerciali e l’accanimento dei cacciatori.

Negli anni Ottanta promosse una collaborazione Usa-Urss per lo studio della migrazione circumpolare dei volatili, in particolare dell’oca delle nevi. I cigni trombettieri che tornano ogni primavera a visitare la Siberia sono discendenti di una coppia portata in dono all’Urss da Bill Sladen, morto lunedì 29 maggio.

Denis Johnson-Davis. Nacque il 21 giugno 1922. Nacque a Vancouver sul Pacifico. Crebbe in Canada, al Cairo, in Uganda e in Sudan. Nella città sudanese di Wadi Halfa, sulla sponda di un lago di confine, imparò l’arabo giocando tra le case costruite nella gialla terra cruda. A dodici anni fu mandato in un un collegio inglese. Non si distinse negli studi ma divenne il campione di squash della scuola. Per l’intransigente regolamento che non permetteva agli allievi junior di allenarsi in palestra, il padre lo ritirò. Per due anni Denis studiò da solo, in attesa di iniziare a insegnare arabo al Catharine’s College di Cambridge. In cinque semestri guadagnò una “laurea di guerra” in legge, lavorò nella sezione araba della Bbc, scrisse qualche racconto. Durante un soggiorno al Cairo tradusse dall’arabo una raccolta di racconti. Di ritorno in Inghilterra avviò una società di traduzioni legali dal e in arabo. Della diffusione della letteratura araba fece una missione.

Nel 1960 propose una rivista letteraria, Aswat (Voci); la casa editrice Heinemann gli pubblicò in una collana di scrittori africani la traduzione del sudanese Tayeb Salih e gli affidò la direzione di una analoga collana araba: l’impresa stentò per la difficoltà di contare su traduttori dotati. Intanto Johnson-Davis diresse una radio negli Stati della Tregua, nel difficile momento di sganciamento dalla tutela britannica e della formazione degli Emirati Arabi Uniti. Fu poi consulente a Beirut e al Cairo di imprese che volevano avviare rapporti con la ricca economia del Golfo, senza smettere di occuparsi di letteratura. Nipote di un pastore anglicano, figlio di ateo e di cattolica, attratto a lungo dal buddismo, finì per abbracciare l’islam. La giuria del Nobel che nel 1988 assegnò il premio al narratore egiziano Naguib Mahfouz aveva letto in effetti la traduzione di Davis. Denis John-Davis è morto lunedì 22 maggio.

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