Bersani va a Catania. E trova il Pd che si azzuffa per le amministrative

Ieri il comizio del candidato del centrosinistra nel capoluogo etneo è servito solo a firmare un armistizio momentaneo tra Bianco e Berretta

Ieri sera Pier Luigi Bersani è arrivato a Catania per tenere un comizio in un affollato centro fieristico. In prima fila c’erano tutti i leader locali, tra cui gli uscenti Enzo Bianco e Giuseppe Berretta. Le facce erano rilassate e sorridenti, perché, dopo un decennio di amministrazioni di centrodestra, la vittoria dovrebbe essere a portata di mano. Il condizionale è d’obbligo, perché se i volti sono apparsi pacifici, di certo non lo sono gli animi, dato che nel Pd catanese è in corso una lotta di potere.
Lo scontro è prettamente local: dopo le elezioni del 24-25 febbraio, in città si terranno anche le amministrative, che vedono il sindaco e la coalizione uscente (Pdl) protagonisti di una delle più feroci crisi vissute nel capoluogo etneo. In campo, già a gennaio, è sceso l’ex sindaco della primavera di Catania, Bianco, sostenuto da 6 mila firmatari. Poco dopo l’autocandidatura, però, Berretta, reduce da un successo straordinario alle primarie per i parlamentari del 30 dicembre (il più votato con 4.700 voti), ha invocato primarie anche per le amministrative. Il motivo è semplice: Berretta, classe 1970, veltroniano prima e bersaniano poi, preferisce la seggiola da primo cittadino. All’annuncio, dal 14 gennaio è seguita una guerra a colpi di velenosi comunicati stampa.

LA GUERRA DEI COMUNICATI. Per buttare acqua sul fuoco, in questi giorni sono dovuti intervenire Concetta Raia, oggi deputata regionale Pd, da sempre vicina a Rosario Crocetta e a Bersani, oltre che a Berretta. E anche il deputato di lungo corso Giovanni Burtone, amico di Bianco, oltre che collega a Montecitorio di Berretta. Tutti hanno cercato di smorzare i toni, ma Berretta non desiste ed ha di nuovo rilanciato le primarie civiche. Bianco ha glissato.
E Bersani? Bersani non ha detto niente. Ha parlato di tutto, eccetto che di affari locali. Ha volato alto sulla politica italiana, e basta. Le zuffe non sono affatto dimenticate, né tanto meno risolte. Bianco il 14 febbraio inaugurerà Casa Catania, un open space per i movimenti civici, «un gesto d’amore, a San Valentino, per la mia città». Ma nel partito di amore non se ne respira nemmeno un po’.