Berlusconi si affida all’avvocato Coppi? Sarebbe un’«inversione a u» nel suo rapporto con i processi e i giudici

Scegliere l’avvocato di Giulio Andreotti significa imboccare la strada di una difesa sobria, composta, rispettosa dei giudici per vedere se esiste una magistratura senza pregiudizi

Silvio Berlusconi cambia tattica giudiziaria? Il punto interrogativo è d’obbligo, ma secondo un articolo di Ugo Magri per la Stampa, «anziché insistere con gli assalti al Palazzo di Giustizia lanciati dalle sue “amazzoni”, risultati controproducenti e processualmente dannosi, Silvio vuole imboccare adesso la strada di una difesa “tecnica”. Vale a dire sobria. Composta. Rispettosa dei giudici e della corte».

FRANCO COPPI. Per fare questo, l’uomo più adatto non sarebbe l’avvocato Niccolò Ghedini ed è per questo che proprio lui, insieme a Denis Verdini, avrebbe chiesto l’aiuto «di uno scienziato del diritto penale»: il professor Franco Coppi. Coppi, già avvocato di Giulio Andreotti, avrebbe posto come condizione a Berlusconi di dimostrarsi imputato modello, evitando di buttarla in politica e di fare esternazioni a mezzo stampa.

INVERSIONE A U. E il leader del Pdl potrebbe accettare se è vero, come dice un fedelissimo anonimo citato da Magri, che «vuole verificare se davvero esiste una magistratura senza pregiudizi nei suoi confronti, in grado di assolverlo. Dunque sceglie un avvocato non politicizzato che sa trattare con i giudici non politicizzati…». Per il momento il condizionale è d’obbligo ma per Berlusconi si tratterebbe di una vera e propria «inversione a u» nel modo di affrontare la giustizia e i giudici. Che potrebbe anche valergli lo stesso lieto fine toccato a Giulio Andreotti.