Berlusconi espulso dal Parlamento? Giovanardi: Napolitano intervenga. La sinistra? Non rispetta la Costituzione

«Il Capo dello Stato esorti la sinistra e la Giunta per le autorizzazioni a chiedere il parere dalla Consulta». Intervista al senatore, membro della giunta per le autorizzazioni del Parlamento

«Sull’espulsione dal Parlamento di Silvio Berlusconi rischia di cadere il governo, ma soprattutto rischiano la nostra economia e la nostra società». Carlo Giovanardi (Pdl), membro della giunta per le autorizzazioni del Parlamento è preoccupato.
«La sinistra vorrebbe espellere dal Parlamento il leader del Pdl, senza rispettare la Costituzione». È necessario l’intervento di Giorgio Napolitano. Il senatore del Pdl al Presidente chiede di «esprimersi sull’uso retroattivo che vuole fare il Pd della Legge Severino».

Giovanardi, cosa potrebbe fare il presidente della Repubblica in questa situazione?
Dovrebbe esortare la sinistra e la Giunta per le autorizzazioni a chiedere il parere dalla Corte Costituzionale, come consigliano eminenti costituzionalisti e penalisti, fra cui il capo dei suoi saggi, Valerio Onida.

Cosa c’è che non va nella Legge Severino?
Il primo problema è l’applicazione della legge. Si applica a un solo italiano su 60 milioni: Silvio Berlusconi. Un caso? Il secondo è l’uso retroattivo che ne vuole fare la sinistra. Se il Pd vuole davvero rispettare la Costituzione, e non infierire su Berlusconi, perché si rifiuta di rimandare la questione alla Consulta? Eppure lo hanno spiegato eminenti penalisti e costituzionalisti in questi giorni che usare la Severino retroattivamente è anticostituzionale. Persino Onida, che non è certamente un berlusconiano, ha detto che è meglio avere il parere della Consulta.

La sinistra dice che la legge Severino è stata votata anche dal Pdl. Non vi siete accorti che potesse essere applicata retroattivamente e che la nozione di “incandidabilità sopravvenuta” potesse generare problemi?
Intanto non l’abbiamo mai votata. Il Parlamento ha votato soltanto la legge-delega. Il decreto legislativo è passato soltanto in sede consultiva. Secondariamente, nei lavori preparatori delle Commissioni sulla legge non si parla mai di “incandidabilità sopravvenuta”. Noi non ne abbiamo mai parlato. Questo termine è stato inserito dai tecnici dell’ex ministro Severino. Dunque chi dice che l’abbiamo votata non sa nemmeno di cosa parla. Terzo, chiunque voti una legge sa che non può essere retroattiva, visto che andrebbe contro la Costituzione.

Prima o poi, però, Berlusconi dovrà abbandonare il Parlamento.
Infatti al leader del centrodestra è stato ritirato il passaporto, andrà agli arresti domiciliari o ai servizi sociali e fra pochi mesi il Tribunale di Milano decreterà l’interdizione dai pubblici uffici: perché non aspettano per farlo decadere? La sinistra si sta comportando senza alcun rispetto per la legge, vuole solo infierire, umiliare, mettere le dita negli occhi dell’avversario politico. Si può stare al governo con chi si comporta così? Senza contare che il tutto parte da una telenovela giudiziaria che ridicolizza l’Italia.

Si riferisce alla condanna di Berlusconi in Cassazione?
Certo. I magistrati hanno violato sistematicamente l’articolo 649 del codice di procedura penale, il principio del ne bis in idem, che garantisce all’imputato già assolto con sentenza definitiva di non essere di nuovo processato per il medesimo fatto. Berlusconi è stato condannato dopo due assoluzioni per lo stesso reato. I giudici della sezione feriale non hanno preso nemmeno in considerazione la cosa. È normale giustizia che al posto di un processo se ne facciano tre sullo stesso reato, finché non si arrivi alla condanna? Non lo è. E nella sua ingiustizia non è nemmeno equo, perché se dovessimo fare i calcoli, l’innocenza di Berlusconi avrebbe vinto due a uno.

I tre processi vertono però su periodi temporali diversi, quindi non sarebbero in violazione della codice di procedura penale.
È un escamotage da azzeccagarbugli. Nelle due sentenze nelle quali Berlusconi è stato assolto si confutava lo stesso ragionamento, e si assolveva Berlusconi per lo stesso reato per il quale la corte feriale presieduta da Esposito (finito sotto procedimento disciplinare, ndr) lo ha giudicato colpevole. Nelle sentenze di assoluzione si dice che i diritti televisivi non erano gonfiati da Berlusconi e che Frank Agrama non era il suo socio occulto. Il reato è lo stesso anche nel terzo processo, ma Berlusconi viene condannato. Quindi Berlusconi è stato processato tre volte per lo stesso reato, finché non è incappato in una condanna.

Quindi sarebbe giusto che il presidente Napolitano conceda la grazia al leader del Pdl?
Non mi esprimo su questo. Sono affari personali fra Berlusconi e il presidente, ma in questo caso si tratta di vigilare sul rispetto della Costituzione.