Berlusconi alle parti sociali: «un patto complessivo entro settembre»

Il Premier ha ribadito la necessità di realizzare riforme istituzionali. «Per agganciare la crescita e rendere più celeri le procedure, bisogna cambiare l’architettura istituzionale dello Stato»: Tremonti: «Lo spirito di questo incontro è trasformare le criticità in opportunità»

 Il Presidente del Consiglio apre alle parti sociali e propone un Patto condiviso per rilanciare la crescita sulla base delle proposte d’imprese e sindacati. Una mossa che arriva dopo che le associazioni di imprese e lavoratori, convocate stamattina presto in foresteria dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, si sono presentate al tavolo del governo con un testo comune di proposte, a partire da interventi sul fisco e le infrastrutture: «Il momento è grave. Va affrontato con la massima determinazione, senza cercare scuse o scappatoie».


 Un accordo in cinque punti su pareggio di bilancio, costi della politica, sblocco degli investimenti pubblici, semplificazione nella pubblica amministrazione e riforma del mercato del lavoro. Emma Marcegaglia ha specificato che «I punti proposti dalle parti sociali sono stati condivisi dal Governo. Attendiamo ora di capire – ha detto – se verranno affrontati con l’urgenza e il senso di emergenza che noi sentiamo molto forte». Anche le sigle sindacali sono compatte, anche se il segretario della Cgil Susanna Camusso ha definito quelle per il governo «provocazioni, non proposte».  La manovra «va cambiata perché c’è iniquità sociale visto che a pagare è solo una parte», ha proseguito Camusso, ribadendo come per la crescita «servono risorse da trovare con un intervento sulle grandi ricchezze e sui patrimoni».

Il Premier: «Siamo qui per cercare un accordo che si basa sulle vostre piattaforme e proposte. Sediamo al tavolo per arrivare a patti utili per il Paese».

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha proposto di stilare al termine della riunione un documento che metta insieme le idee del governo e quelle delle associazioni: «con punti comuni, se condivisi, e altri da aggiungere facendolo seguire da riunioni o da tavoli».

 

Presente anche Giulio Tremonti – che ieri, nel suo intervento alla Camera, ha annunciato che avrebbe sottoposto a imprese e sindacati la bozza di riforma dello Statuto dei lavoratori. Ma nel testo delle parti sociali non è accennata nessuna modifica allo Statuto.

«Non vogliamo rinunciare alla riforma fiscale. Se la delega assistenziale va avanti, riusciamo a fare quella fiscale», ha evidenziato il ministro dell’Economia.

Berlusconi ha invitato tutti a uno sforzo corale per uscire dalla crisi, promettendo riforme istituzionali, per agganciare la crescita e rendere più celeri le procedure.

«Vogliamo – ha concluso – arrivare ad un patto complessivo entro settembre».  Per questo «lavoreremo al confronto».