Beni culturali, biglietti. Una domenica al mese gratis per tutti

Modifica delle tariffe d’accesso a musei e beni artistici dal 1 luglio: aboliti gli ingressi gratis per gli over 65, restano per i minorenni e ridotti per i 19-25enni. Due notti al mese ad un euro per tutti

Per il ministro della Cultura Dario Franceschini è «Una scelta in linea con l’Europa». Dal 1 luglio verrà modificato l’attuale regime delle tariffe d’ingresso a tutto il nostro patrimonio artistico culturale. Scompariranno anzitutto i biglietti gratis per gli over 65, mentre entreranno gratuitamente i giovani fino a 18 anni e con biglietto ridotto i ragazzi 19-25 enni. Però a differenza di adesso, ci sarà un ingresso gratuito per tutti la prima domenica di ogni mese.

UNA NOTTE AL MUSEO. Inoltre «due Notti dei musei a un euro nel corso dell’anno» e «un’apertura serale, tutti i i venerdì. Tutti i grandi musei, compresi Colosseo, Pompei e Uffizi che prolungheranno l’apertura fino alle 22» ha assicurato il ministro. Franceschini ha voluto ricordare il caso dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, che si è riusciti a tenere aperto solo dopo un lungo braccio di ferro.

«LA CULTURA PUO’ RENDERCI COMPETITIVI». Franceschini ha spiegato di aver voluto l’abolizione delle classi d’età per i biglietti perché «si rende più equa la gratuità, non legandola, ad eccezione che per gli under 25, ad anacronistiche fasce d’età che peraltro non corrispondono più alle effettive differenze di reddito. Poi si evita,in questo modo, l’assurdità che anche facoltosi turisti stranieri over 65 non paghino il biglietto, come avviene oggi». Per il ministro, infatti, «Il patrimonio artistico e culturale dell’Italia è la risorsa che puo’ renderci competitivi e vincenti. Adesso che si è fermata la stagione dei tagli, dobbiamo iniziare la stagione degli investimenti». E poi ancora: «Non c’è mai stata nella politica italiana la consapevolezza che questa è la nostra vocazione. Investire sulla nostra bellezza è una condizione non solo per fare turismo, ma anche per attrarre investimenti. Tutelare nostra bellezza è una condizione per aiutare la nostra economia. Deve essere una battaglia collettiva del Paese, non solo del Governo».