I bambini rom che hanno investito e ucciso Cecilia De Astis a Milano erano "educati" in un villaggio. Ma si trattava di un villaggio abbandonato
Un fermo immagine tratto da un video delle telecamere di sorveglianza mostra i quattro ragazzini ritenuti responsabili dell'investimento di Cecilia De Astis a Milano (foto Ansa)
Sono bambini che sanno guidare, i minorenni che a bordo di auto rubata hanno investito e ucciso Cecilia De Astis a Milano. «Tempo fa chiesi di spostare una Mercedes da un passo carraio. È venuto fuori un ragazzino a torso nudo, sarà stato al massimo un tredicenne, e l’ha spostata lui», ha raccontato don Paolo Steffano al Giornale, riferendosi al campo nomadi di via Selvanesco da cui provengono i minori fermati dalla Polizia.
I tratti del loro volto sono sfumati nella foto che li incastra, ma i corpi sono infantili. Hanno tra i 13 e gli 11 anni, si fa fatica a chiamarli bambini dopo l’accaduto. Si farebbe fatica comunque, considerando il loro contesto. Vale anche per loro l’ipotesi che per educare un bambino occorre un villaggio, solo che assume un connotato pessimo.
L’educazione è sempre un’esperienza radicale, ma non è per forza – spontaneamente, culturalmente – quel bel contenitore pieno di altruismo, rispetto, consapevolezza. La madre di uno dei responsabili dell’omicidio stradale ...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo