Il Messico prova a salvare la lingua maya con una telenovela

Si chiama Baktun ed è una soap-opera ambientata nello Yucatan con attori non professionisti. Vietate le scene romantiche

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Tutto pronto in Messico per il debutto della soap-opera Baktun, una produzione televisiva della durata di 21 puntate che promette di far discutere, posto che qualcuno riesca a interpretare il senso dei dialoghi. A Quintana Roo, stato nella parte orientale dello Yucatan, un gruppo di attori non professionisti ha dato vita a un curioso progetto, una telenovela girata interamente in lingua maya dove sono state bandite le scene di romanticismo tanto care alla tradizione latinoamericana: «Le manifestazioni di passione in pubblico e prima del matrimonio non sono accettate nella cultura maya», ha detto il regista Bruno Carcamo Arvide. Che, il primo giorno delle riprese, si è trovato a davanti una scena che non si aspettava: gli attori si sono riuniti in cerchio e hanno inscenato un rito propiziatorio, tipicamente maya, per ingraziarsi la madre terra.

BAKTUN. Baktun sta per arrivare sugli schermi messicani ma le televisioni peruviane e boliviane si sono già dette interessate all’acquisto della soap che racconta la vita di Jacinto, un ragazzo che abbandona il villaggio per andare a New York. La città gli piace ma è costretto a tornare nella foresta yuteca perché il padre sta molto male. Purtroppo non arriva in tempo per salutare il padre e il villaggio lo accusa di aver tradito la sua cultura. Per Jacinto comincerà così un percorso di pentimento e riavvicinamento alla sua terra e alla sua lingua.

MAYA. Una lingua, quella maya, parlata da circa 800mila persone in Messico, ma che rischia di diventare presto solo un ricordo. La finalità di Baktun sarà quella di preservare un dialetto che sta soccombendo allo spagnolo, soprattutto in ambito televisivo. Nel cast c’è anche Hilario Chi Canul, che collaborò all’adattamento dei dialoghi di Apocalypto, il film di Mel Gibson ambientato nello Yucatan.

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