L’attesa dell’Avvento non è anzitutto la nostra, ma la Sua

Attendiamo chi ci attende, chi aspetta di essere abbracciato da noi. È l’esperienza dell’arrivo di un figlio. La Madonna ha vissuto questo nel suo Natale. Il primo e unico e autentico Natale

Adorazione dei pastori di Bartolomé Esteban Murillo

L’Avvento è il tempo dell’attesa. Non è solo l’attesa della celebrazione del Natale di Cristo. È l’attesa della nascita di Gesù nella nostra vita. «Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9,5).

Che nasca un figlio per gli altri è cosa bella di cui rallegrarsi, certo. Che nascano (ancora) bambini nelle famiglie è auspicabile per la società di oggi e di domani, sicuramente. Ma altro – e più incisivo, sconvolgente per i genitori, i fratelli, i nonni – è quando nasce un figlio “per noi”, quando “ci è dato un figlio”. Così, un figlio cambia la vita. Provare per credere. Ho diversi amici sposati cui è accaduto questo negli ultimi mesi, e a vederli e sentirli sono quasi irriconoscibili, trasformati da quanto è loro accaduto dopo essere stato atteso, desiderato, pregato. Per il quale hanno provato anche paura: la paura di non farcela. La loro fatica del lavoro quotidiano non è tolta, ma ora ha un perché in più, precisamente un “per chi” farla.

L’attesa non è anzitutto la nostra, ma la sua: quella del bambino che nascerà. Attende di vedere la luce, quella che brillerà nei suoi occhi e si accenderà nei nostri. Attendiamo chi ci attende, chi aspetta di essere abbracciato da noi, con le braccia del cuore ancor prima di quelle del corpo.

La Madonna ha vissuto questo nel suo Natale. Il primo e unico e autentico Natale. Ha aperto la porta della sua vita al Signore che l’ha scelta come sua dimora immacolata per nove mesi. E la sua vita è cambiata: dalla paura di una giovane donna dinnanzi ad una maternità imprevista alla letizia di scoprire che il timore svanisce di fronte all’amore di un Altro che vuole essere abbracciato da te. Maria è la porta del suo e del nostro Avvento: la venuta di Gesù nella vita di ognuno di noi. Una venuta che scioglie il dubbio e la paura che ci assalgono, quest’anno più di prima. E ci ridona la «pace che il mondo irride, ma che rapir non può» (A. Manzoni).

A Natale si realizzerà per noi quello che dice un proverbio degli afroamericani: «La paura bussò alla porta della nostra casa. La fede andò ad aprire. La paura non c’era più». Al suo posto c’è il bambino Gesù, uscito dal grembo di Maria. Il Figlio di Dio per Maria e per noi. La possibilità questo accada anche nelle nostre case è affidata alla libertà della mente e allo stupore del cuore di ciascuno di noi.