Il Paese dei Normali
Anna D., geografia trattenuta
Anna D. vorrebbe conoscere tutte le lingue del mondo. Non per viaggiare soltanto. Per capire come suonano le parole quando nascono altrove. Vorrebbe vedere deserti, porti, periferie, mercati, imparare le abitudini degli uomini, come si “leggono” le costellazioni.
È rimasta. Non per paura. Per dovere.
Un marito, una figlia fragile, una casa che chiede presenza. Anna non fugge e non si lamenta. Ha trasformato il limite in perimetro.
Studia pianoforte la sera. Frequenta un gruppo teatrale il mercoledì. Cammina in montagna con persone che sanno leggere le rocce come pagine antiche. Dice che ogni sentiero è una frontiera. Ogni volta a casa annuncia che sta partendo per Itaca.
Chi attraversa oceani e resta uguale
Qualcuno le chiede se non si sente bloccata. Lei risponde che il mondo non è solo distanza. È profondità. E allora scava. Nelle note, nei libri, nelle mappe appese in cucina.
Non abdica al desiderio. Lo trasforma. E ride, non per compiacenza ma perché il mondo fa ridere.
C’è chi attraversa oceani e resta uguale. Lei resta e attraversa tutto. Ogni gesto di bellezza è un visto sul passaporto che non ha timbrato.
Non ha visto il mondo intero. Ma lo guarda come si guarda qualcosa che prima o poi si riconoscerà.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!