Se l’amore è amore, allora riconoscete i diritti civili della “seconda moglie” di Pupo

«Se l’amore è amore e non deve essere discriminato in alcun modo allora, in questo caso, si dovrebbe riconoscere il diritto ad una nuova unione civile, ad una nuova forma di famiglia»

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Un lettore ci ha inviato la seguente lettera in cui fa riferimento alle dichiarazioni del cantante Pupo. Come noto, Pupo conduce da anni una doppia relazione, con la moglie e con l’amante.

Cara redazione, caro Luigi Amicone, vi segnalo questo articolo apparso su vari media.

Si tratta di tre persone adulte, nel pieno delle loro facoltà mentali, legate in modo non omogeneo da un rapporto affettivo definito “amore”.

Il protagonista non avanza alcuna pretesa, tuttavia mi chiedo quali sarebbero, in un caso come questo, le implicazioni dell’ideologia corrente.

Se l’amore è amore e non deve essere discriminato in alcun modo allora, in questo caso, si dovrebbe riconoscere il diritto ad una nuova unione civile, ad una nuova forma di famiglia.

L’amante deve poter assistere il protagonista, se questo va in ospedale.

L’amante deve poter aver accesso al 50 per cento della pensione di reversibilità in caso di morte del protagonista (l’altro 50 per cento spetterà alla moglie).

I figli di Pupo e sua moglie dovrebbero essere adottabili dall’amante… se i primi due venissero a mancare.

E se il caso di Pupo è solo la triste vicenda di una persona che sostiene di aver curato il desiderio insaziabile dell’uomo di avere tutto, il desiderio di infinito che abita in tutti noi, semplicemente avendo due donne anziché una… molto più legittima è la richiesta di riconoscere le famiglie poligame che nell’islam (e non solo) hanno un tradizione millenaria.

Mi chiedo quindi se la legge Cirinnà e tutta la “intellighenzia” che ci sta dietro siano retrogradi, non abbastanza progressisti, non sufficientemente illuminati dalla ragione da riconoscere che se “l’amore è amore” e la famiglia naturale è uno stereotipo imposto con la violenza dalla Chiesa, allora anche la monogamia è un’incrostazione che crea discriminazione, che non legittima l’amore, che toglie la libertà dell’uomo moderno di autodeterminare se stesso ed i propri diritti.

Oppure tutta questa intellighenzia è molto bugiarda e opportunista. Utilizza la lingua inglese usata per la “stepchild adoption” come una moderna vasellina, cavalca i media per far passare l’idea che sia l’AMORE a definire cosa sia la famiglia anziché la natura.

Insomma, siamo di fronte ad una menzogna che aprirà il vaso di Pandora portandosi dietro eugenetica, eutanasia e qualsiasi altro capriccio/diritto reso possibile dalla tecnica (e dalle multinazionali).

Siamo di fronte ad una prospettiva che nessun film di fantascienza a me noto è riuscito a profetizzare. Conosco solamente un libro che ha intravisto uno scenario simile: Il padrone del mondo di Robert Hugh Benson.

Un libro dove il potere cavalca il desiderio di pace, libertà e progresso per sterminare l’umanità dell’uomo.

Grazie cari amici di Tempi e caro direttore per quello che avete fatto e continuate a fare in nome di una ragione vera e laica.

Luca Pauletti

Foto Ansa


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