AllegroModerato e il miracolo della musica che fa nascere l’armonia da corpi disarmonici
La voce profonda di Andrea sussurra al microfono i versi di un’antica canzone yiddish. Vestito con un elegante completo nero, sta davanti ad una platea immensa. È accaduto lo scorso 2 aprile al teatro Nazionale di Milano, dopo numerosi concerti in Italia e all’estero. Andrea, 25 anni, è uno dei membri del coro che insieme ad un’orchestra dà vita ad AllegroModerato, un particolare progetto dove la musica è la chiave che apre una gabbia. Andrea infatti soffre di autismo e la metà degli elementi di coro e orchestra sono altri musicisti e cantanti speciali come lui, con disabilità psico-fisiche importanti (oltre all’autismo, ad esempio anche la sindrome di down). Sta di fatto che tutti sono eccellenti musicisti, grazie ad un progetto di musico e cantoterapia. E ad ogni loro concerto sono applausi scroscianti dalla platea.
LA VOCE DI ANDREA. Racconta a tempi.it il maestro Marco Sammarella, presidente della onlus milanese AllegroModerato, che Andrea, 25 anni, «soffre di autismo ad un livello molto serio. Vive in una forte chiusura al mondo esterno. Lo conosco da quando aveva 10 anni ma, a parte qualche sussurro, non avevo mai sentito la sua voce. Non gli avevo mai sentito articolare neppure semplici sillabe. La madre, incuriosita dalle nostre attività, qualche anno fa gli ha proposto di partecipare al coro. L’abbiamo invitato e alle prime lezioni non parlava né cantava. Poi, pian piano, ci siamo accorti che bisbigliava un canto. Poi il bisbiglio è diventato un filo di voce continuo. Ora con l’aiuto di un microfono riesce a cantare da solista, anche solo con quel filo di voce».


Il segreto, spiega Sammarella, anche nei confronti di queste persone diversamente abili, è di non abbassare mai l’asticella. Al contrario, «la musica che proponiamo è fatta al meglio delle possibilità, ed è ricca di timbri e di strutture. Questo comporta l’insegnare ai ragazzi a suonare anche strumenti difficili, che comportano una seria sfida con se stessi. Tutto ciò ha comportato anche una precisa scelta del repertorio. Ci cimentiamo con artisti del calibro di Beethoven, cercando di tirar fuori la quintessenza delle emozioni che il genio ha lasciato nelle sue opere. Magari i nostri ragazzi non eseguono proprio tutti i movimenti di una sinfonia, magari in versioni “ridotte”, ma li alleniamo a confrontarsi con una qualità musicale molto alta».
VOLONTARIATO IN CARCERE. AllegroModerato ha scelto deliberatamente di ribaltare un cliché. «Oggi alcuni nostri ragazzi vanno a dare lezione di musica e canto nei reparti pediatrici di alcuni ospedali (San Carlo e Niguarda di Milano) e hanno tenuto due seminari residenziali di un giorno ai detenuti di San Vittore e del Beccaria. Ormai loro non sono più solo portatori di necessità e di bisogni, ma persone capaci di dare qualcosa agli altri. A volte possono solo offrire il loro tempo; altre volte riescono a trasmettere gli insegnamenti che hanno ricevuto. E se non sono capaci di farlo con le parole, chiedono agli altri di seguirli guardandoli suonare».
Matteo, 24 anni, nato con tetraparesi spastica e un lieve ritardo, si è laureato in Scienze sociali, con una tesi proprio su questa sua esperienza da volontario. Dice Sommarella che «Matteo mi confidava che lui, che per tutta la vita è stato spinto sulla carrozzina da altri, per la prima volta si era visto capace di offrire qualcosa agli altri. Il volontariato è diventato un motivo fondamentale di vita. A San Vittore tra i detenuti c’era anche gente con un certo cinismo, e sicuramente con percorsi di vita molto accidentati. I ragazzi di AllegroModerato erano felici di quella giornata insieme. Li hanno fatti ridere, come al solito hanno comunicato la loro gioia in tutti i modi. A fine giornata, ho visto con i miei occhi alcuni dei detenuti piangere per la commozione».
Orchestra AllegroModerato – Aspettando il concerto from patrizia santangeli on Vimeo.
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1 commento
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Ciò che fanno è unico, a me l’esperienza di conoscere alcuni ragazzi, insegnanti e genitori ha regalato la possibilità di cambiare l’angolazione su tante cose.
Però il maestro presidente si chiama Marco Sciammarella che secondo me è importante.