Allargamento UE: fra purosangue e ronzini

Il grafico della settimana 39

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Ancora pochi giorni e il Commissario incaricato, il tedesco Günther Verheugen, completerà il nuovo rapporto di valutazione dei 13 paesi che hanno fatto domanda per entrare a far parte dell’Unione Europea (UE). L’allargamento dell’UE è uno dei temi più caldi del dibattito comunitario, poichè coinvolge molte questioni delicate: la ripartizione dei fondi strutturali, le sovvenzioni alla politica agricola, la libertà di movimento di merci e persone fra i paesi aderenti, ecc. Il rapporto annuale si rende necessario per mettere al corrente i paesi già membri dell’UE sui progressi di quelli che hanno fatto domanda, misurati in base ai “criteri di Copenaghen”, l’insieme di condizioni politiche, commerciali, fiscali, eccetera richieste per entrare a far parte dell’UE; ma anche per stimolare o mettere in guardia i paesi richiedenti, attraverso la sottolineatura di progressi e regressi. Attualmente i paesi richiedenti sono raggruppati secondo vari criteri: c’è la ripartizione geografica, che distingue il gruppo dei dieci paesi dell’Europa centrale e orientale dai tre paesi del Mediterraneo; c’è il “gruppo di testa” individuato nel 1997, composto da Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Polonia, Slovenia e Ungheria; e c’è il gruppo dei paesi con cui i negoziati veri e propri non sono ancora iniziati: Bulgaria, Lettonia, Lituania, Romania e Slovacchia. Ci sono paesi, come Malta, che prima hanno fatto domanda di partecipazione all’UE (1990) e poi l’hanno congelata (1996), quindi l’hanno nuovamente presentata (inizio 1999). Ma la domanda più ovvia di chi si accosta alla materia è: quanti di questi paesi accederanno effettivamente all’UE, e quando questo avverrà? Come prevedibile, i meandri politico-burocratici dell’Unione Europea non permettono di rispondere facilmente a domande tanto ovvie. Esiste però un’interessante stima delle presumibili date di ingresso dei 13 paesi richiedenti nell’UE stilata dal settimanale The Economist. Ve la proponiamo consapevoli del grado di approssimazione di questa stima, che assomiglia un po’ a una molto britannica scommessa sui cavalli: chi taglierà per primo il traguardo? Chi dimostrerà di essere un purosangue e non un ronzino? Secondo il settimanale inglese l’Ungheria sarà la prossima stella della costellazione europea, mentre Romania e Turchia sono casi disperati. Pronostico azzeccato? Chi vivrà vedrà.

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