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Cinema Fortunato

“Alla festa della rivoluzione” non c’è niente che abbia un vero perché

Di Simone Fortunato
24 Aprile 2026
Il feuilleton dannunziano di Catinari è un caos terribile. “Crime 101” è il cugino brutto di “Heat - La sfida”. Verdone invece “Un sacco bello”. Affascinante “Lo straniero” ispirato a Camus. I film della settimana
Fotogramma del film “Alla festa della rivoluzione” di Arnaldo Catinari

Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì. Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante Alla festa della rivoluzione ★ Di Arnaldo CatinariDove vederlo: al cinema Feuilleton terribile, scritto in modo confuso dallo stesso regista, Arnaldo Catinari, e da Silvio Muccino. L’idea è quella di celebrare l’impresa fiumana di Gabriele D’Annunzio come una sorta di battaglia per la libertà di espressione, contro le forze del male ovvero i totalitarismi, Mussolini, i moralisti, il povero Giolitti, i russi, ma solo certi russi che poi non si capisce se sono comunisti o no e in ogni caso sono interpretati da attori slavi che hanno l’accento serbo. Roba terribile, che non si capisce sin dalle prime inquadrature, quando una specie di Lara Croft futurista salva D’Annunzio da un attentato. I...

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