Alemanno e Storace vogliono un “Polo sovranista”. Domani il congresso

Sabato e domenica a Roma l’evento fondativo di “Azione Nazionale” e “La Destra”. L’obiettivo dei due leader è dare vita a un nuovo “Polo sovranista” di centrodestra

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Si svolgerà domani e domenica a Roma il Congresso di fondazione di “Azione Nazionale” e “La Destra”. L’obiettivo dei rispettivi leader dei due movimenti, Gianni Alemanno e Francesco Storace, è dare vita a un nuovo “Polo sovranista” nell’ambito del centrodestra.

GLI INTERVENTI. «Abbiamo invitato tutti i Movimenti che hanno votato No al Referendum del 4 dicembre per un confronto sulle prospettive del centrodestra», spiegano Alemanno e Storace, che annunciano per sabato gli interventi di Renato Brunetta (Forza Italia), Raffaele Fitto (Direzione Italia), Mario Mauro (Popolari per l’Italia), Nicolas Bay (Front National) e Martin Rothweiler (Allianz für Deutschland). Mentre domenica interverranno Maurizio Gasparri (Forza Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega Nord), Gaetano Quagliariello (Movimento IDeA).

IL “SOVRANISMO”. Il Polo sovranista, si legge nel documento di sintesi delle tesi congressuali, intende «riunire i pezzi della diaspora seguita allo scioglimento di Alleanza nazionale» nel nome, appunto, del “sovranismo”, ossia «la convinzione che la sovranità nazionale e popolare sia lo strumento fondamentale per governare la globalizzazione difendendo gli interessi popolari», e quindi «il rifiuto di sottostare a quella interdipendenza europea e internazionale che fino ad adesso è stata presentata come strumento di controllo dei conflitti e dei processi globali». Il modello di ispirazione è «“l’Europa dei popoli e delle nazioni” preconizzata da Charles De Gaulle».

PRESIDENZIALISMO E NEW DEAL. A livello istituzionale, Alemanno e Storace intendono rilanciare una riforma della Repubblica in senso presidenzialista, «con il Capo dello Stato eletto dal popolo». Mentre a livello economico – si legge sempre nell’abstract – «il sovranismo recupera l’idea del “New Deal” rooseveltiano, inteso come un grande piano di investimenti pubblici sul territorio per uscire dalla crisi economica puntando sulla piena occupazione», e avanza l’idea di un «“protezionismo intelligente” che combatta la concorrenza sleale causata dal dumping sociale e ambientale dei paesi emergenti, con dazi finalizzati a proteggere la produzione nazionale».

Foto Ansa

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