Afghanistan, soldato Usa spara a 17 civili. Obama: «Tragico e scioccante»

È di almeno 17 civili uccisi il bilancio della strage compiuta da un soldato americano in preda a un raptus nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Il militare ha sparato casa per casa e il bilancio non è ancora stato confermato dall’Isaf. Per Barack Obama sarà fatto di tutto per «assicurare nei tempi più brevi possibili i responsabili alla giustizia».

«Questo incidente è tragico e scioccante». Ora sarà fatto di tutto per «assicurare nei tempi più brevi possibili i responsabili alla giustizia». Barack Obama, il “Commander in Chief” della prima potenza militare al mondo non perde tempo. In una nota ufficiale della Casa Bianca delinea con chiarezza la sua posizione sul massacro compiuto da un suo soldato, forse sergente, ai danni di almeno 17 civili inermi, donne e bambini uccisi barbaramente nella provincia di Kandahar.

Obama assicura che saranno fatti tutti i passi necessari per accertare ogni dettaglio sull’accaduto. Ma anche sottolinea che quel soldato criminale «non rappresenta lo straordinario carattere dell’esercito americano e il profondo rispetto degli Stati Uniti nei confronti del popolo afgano». Una mossa chiara, netta, precisa che distingue responsabilità personali, da quelle politico-militari. Ma che annuncia anche un’inchiesta trasparente. Il suo obiettivo è salvaguardare il rapporto di fiducia che un paese e il suo Presidente deve sempre avere nei confronti delle sue forze armate, ma anche assicurare giustizia, allo scopo di placare l’ira di chi pensa già a una rappresaglia, magari riallacciando un filo di dialogo con il governo di Kabul.

È di 17 civili uccisi il bilancio della strage compiuta da un soldato americano in preda a un raptus nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Il militare ha sparato casa per casa e il bilancio non è ancora stato confermato dall’Isaf che finora ha soltanto dato notizia di «un incidente che ha causato vittime civili». Dopo la strage il militare è rientrato e si è consegnato ai commilitoni che lo hanno arrestato. Un cronista della France Press ha visitato tre abitazioni e ha contato 16 cadaveri. Dalle prime ricostruzioni sembra che il soldato sia uscito a notte fonda (le 3 del mattino) da una base nel distretto di Panjwayi e abbia vagato nei vicini villaggi di Alokozai e Garrambad sparando ai civili, comprese donne e bambini. Il militare era apparentemente in preda a un raptus, forse dovuto a esaurimento nervoso. Secondo il ministro per gli Affari tribali e di confine, Asadullah Khalid, il soldato americano ha ucciso le vittime dentro le proprie abitazioni.