Aereo malese abbattuto, Mosca: «Accanto al boeing viaggiava un caccia ucraino»

Mentre gli ispettori olandesi giungono a Donetsk, la Russia dà una nuova versione sull’abbattimento del volo di linea cui sono morte 298 persone

Proprio nel giorno in cui arrivano in Ucraina gli ispettori olandesi, il ministro della Difesa russo ha reso nota la versione ufficiale di Mosca sulle cause dell’abbattimento del Boeing 777 malese al confine tra Ucraina e Russia. Si tratterebbe, se vera, di un’ipotesi che ricorda molto il caso italiano di Ustica: secondo la Russia infatti «Non abbiamo rilevato la presenza di nessun missile. Ma a 4, 5 chilometri dal Boeing 777 c’era un caccia ucraino SU-25. Ora Kiev deve spiegare cosa ci faceva lì all’interno di un corridoio per aerei civili». L’ipotesi del caccia militare ucraino, nascosto dal Boeing, era stata avanzata anche dai filorussi della “Repubblica popolare di Lugansk”: «Testimoni riferiscono di aver visto il Boeing 777 colpito dalle mitragliatrici di un caccia Su-25 ucraino, e poco dopo il jet spaccarsi in due in aria e precipitare sul territorio della Repubblica di Donetsk».

I SERVIZI USA. I servizi segreti statunitensi avevano nei giorni scorsi accusato esplicitamente i miliziani filorussi di essere responsabili dell’abbattimento causato da un missile. È possibile che dopo la dichiarazione di Mosca diano a loro volta una risposta sul caso. Nei giorni passati erano già arrivati a Donetsk gli investigatori dell’Ocse, che però non hanno potuto avviare il loro lavoro dato che i corpi delle vittime fino ad oggi erano trattenuti nelle mani dei filorussi, e poiché nella zona del disastro continuavano gli scontri. Secondo vari analisti, il messaggi del ministro degli Esteri russo di oggi in realtà è una risposta indiretta di Mosca alle pressioni diplomatiche di queste ultime ore, da parte dei paesi che l’accusavano di non fare abbastanza per controllare i filorussi, che ostacolavano le indagini. Putin ha ribadito che è necessario «un corridoio umanitario» per gli ispettori internazionali.