Adesso vediamo di non consegnare l’Italia a smoccolatori e astensionisti

La sinistra statalista si prende la regione meno di sinistra che c’è. Non governerà un fico d’India, ma ci darà l’ennesima lezione di Jovanotti-pensiero

Complimenti ai somarelli del centrodestra. Che adesso sanno che dalla Sicilia potevano non uscire scornati, ma non hanno ancora realizzato la bella scoperta – e nuovissima come quella dell’acqua calda – che a presentarsi alle elezioni uniti è meglio che andare divisi. Bene così. La sinistra statalista si aggiudica la regione meno di sinistra che c’è e conferma la propria attitudine a campare sulle procure. Non governerà un fico d’India, ma ci darà l’ennesima lezione di Jovanotti-mutandone-pensiero che unisce il mondo intero.

Come sapete, il dato politico rilevante del voto siciliano è però un altro, ed è il trionfo del doppio partito astensionista. Quello di chi non è andato a votare (quasi 53 per cento). E quello di chi ci è andato per smoccolare (oltre il 15). Marcerà su Roma questa formidabile coppia di “Vaffa”?

Intanto, prima delle politiche, si vota al polo opposto della regione benchmark della spesa pubblica fuori controllo e dei servizi da terzo mondo. Si vota (speriamo entro dicembre) in quella Lombardia di cui non staremo qui a ridire le ragioni Ocse che la valutano in cima al resto d’Italia.

Conosciamo tutti la difficoltà di fare il meglio quando hai alle spalle una giustizia che ha inimicizia anche col bene che fai. E perciò non prova nemmeno a spiegare che fenomeni come le infiltrazioni di ’ndrangheta succedono là dove (come in Germania) c’è ricchezza e l’economia gira, piuttosto che là dove ce la si conta su con professionisti dell’antimafia e commissari Montalbano. Perciò, se col voto siciliano salutiamo la fine della Seconda Repubblica, a Natale speriamo di festeggiare la nascita della Terza con Gabriele Albertini, governatore della Lombardia.