Accendere il fuoco, risvegliare la bellezza

Inizia oggi l’Atelier delle Arti e l’Atelier degli Insegnanti, un viaggio in compagnia di grandi artisti e maestri, un’occasione per conoscere e incontrare compagni d’avventura

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Il poeta Davide Rondoni lo aveva già scritto, «c’è chi si è messo a fare cose nuove e a render nuove le cose. Come ad esempio tentativi di trasmissione, educazione, formazione, fuori dai paradigmi e dagli schemi soliti». Capovolgere lo spirito del tempo per vivere il tempo: riaccade oggi, sabato 21 luglio, quello che sta accadendo da anni, da quando cioè il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna e la Fondazione Claudi, si sono inventati qualcosa di molto nuovo attraverso il metodo più antico e infallibile del mondo: l’incontro, quello vero, diretto, informale, tra studenti e maestri, che solo invita al risveglio, per conoscersi, sperimentare, e tenere acceso il fuoco della bellezza.

MARIO LUZI E GIORGIO CAPRONI. Qualcosa che si chiama Atelier delle Arti, che funziona, che inizia con la fine dell’anno accademico e che vede giovani e artisti scambiarsi i giorni di dibattiti e laboratori. Questa edizione, organizzata in collaborazione con il Centro Asteria di Milano, ha avuto inizio oggi presso il Festival “Parco Poesia” di Rimini per proseguire da domani e fino al 25 luglio presso il Centro Residenziale Universitario di Bertinoro. «Quest’anno avremo con noi maestri come lo scultore Ugo Riva, il compositore Roberto Andreoni, i teatranti Davide Sacco e Agata Tomsic, e poi registi, poeti, docenti, scrittori. Ma soprattutto quest’anno all’Atelier delle Arti abbiamo affiancato l’Atelier degli Insegnanti, ed è una novità nata anch’essa da un incontro, quello con tanti insegnanti alle prese con la didattica della poesia più dimenticata: la poesia del secondo Novecento». Racconta Riccardo Frolloni, poeta e direttore artistico insieme a Davide Rondoni dell’Atelier, che «sono stati loro a farsi avanti, insegnanti di materie letterarie, ma anche artistiche e musicali chiedendo la possibilità di approfondire e discutere di merito e di metodo su tutto il Novecento e sul contemporaneo. Per questo abbiamo scelto due maestri, due amici, Mario Luzi e Giorgio Caproni, alla cui avventura poetica cui dedicheremo due giorni».

UNA VALLATA DI STELLE. Il Centro di Poesia contemporanea di Bologna è nato nel 1997 dall’idea di un gruppo di docenti, studiosi e studenti dell’Ateneo allo scopo di rendere disponibili, mediante un’attività di relazioni nazionali e internazionali, le informazioni e gli strumenti di studio necessari per l’accesso nel circuito accademico delle esperienze più rilevanti della poesia contemporanea. Ben presto è diventato il punto di riferimento di studenti capaci di trasformare in vita quel fatto serio della poesia, e si capisce la partecipazione all’Atelier dove capita di ritrovarsi interi anche sotto una vallata di stelle: «Eravamo a Muccia, nelle Marche, quell’anno. A guardare le stelle in una sorta di eremo con un esperto di astronomia, uno di astrologia, e abbiamo letto Leopardi. E poi cosa ti resta, di quella notte, solo una suggestione? No, io ricordo una vera gioia. Accade anche che, una volta partecipato all’Atelier, i ragazzi vengano a studiare a Bologna e si avvicinino al Centro di Poesia. E che nasca una comunità permanente, fatta di scambi di testi tutto l’anno. Per alcuni diventa una occasione per farsi conoscere, per pubblicare i propri lavori».
I PROTAGONISTI. Parteciperanno a questa edizione dell’Atelier delle Arti e all’Atelier degli Insegnanti, Paola Bigatto, insegnante di recitazione, Davide Sacco e Agata Tomsic (ErosAntEros), teatranti, Daniele Mencarelli, poeta e narratore, Roberto Andreoni, compositore, Giuseppe Carrieri, documentarista. Le letture di Mario Luzi e Giorgio Caproni sono affidate rispettivamente a Riccardo Frolloni, Davide Rondoni, Alberto Fraccacreta, e ad Alberto Bertoni e Antonio Riccardi. Ed è subito grande bellezza, che irrompe con qualcosa di molto nuovo e vivo nel sistema scolastico per guardare ai volti, alle parole e all’arte dei giovani finalmente strappati ai paradigmi e agli schemi soliti.

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