Se l’America vieterà ai pro life di parlare fuori dalle cliniche dell’aborto, Juno non cambierà più idea

La Corte suprema si pronuncerà sul diritto di manifestare e parlare alle donne che si recano negli ospedali per l’interruzione di gravidanza

Per la prima volta la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di giudicare della legittimità di una pratica che dura da quarant’anni. Si tratta del diritto di manifestare il proprio pensiero contro l’aborto fuori dalle cliniche che, come si vede nel film Juno, ha fatto cambiare idea a molte donne in procinto di abortire.

IL CASO. La sentenza potrebbe abolire una recente legge dello Stato del Massachusetts, che ha sancito l’obbligo per gli anti abortisti di mantenere una distanza di circa 11 metri dall’entrata delle cliniche. Ma, al contrario, se si pronunciasse contro i ricorrenti, la Corte potrebbe minare in tutta America la libertà di espressione contenuta nel primo emendamento della Costituzione.
La denuncia viene da sette pro life che nell’aprile del 2008, dopo l’approvazione della legge, avevano rivendicato davanti a un tribunale statale il loro diritto di espressione e di associazione, protetti dal primo emendamento. Il giudice della corte, Joseph L. Tauro, aveva dato torto ai ricorrenti, chiarendo che la norma dello Stato non lede il diritto di espressione, non tenendo quindi conto del fatto che essere costretti a stare lontano dai propri interlocutori equivale all’obbligo di tacere. I sette non si sono quindi dati per vinti e hanno scelto di ricorrere in appello. Inizialmente, però, la Corte Suprema si era rifiutata di giudicare il caso, ora invece ha deciso di accogliere la richiesta.
Ma per il movimento pro life la prima sentenza è stata una sconfitta. La speranza era infatti di non arrivare al tribunale federale: «Altre legislazioni hanno ritenuto incostituzionale un divieto simile, che è una violazione del primo emendamento – ha dichiarato Anne Fox del Massachusetts Citizens for Life – ma purtroppo è diventato normale in questo paese applicare le leggi in modo diverso quando hanno a che fare con l’aborto».

MAI PIU’ COME NEL FILM. Recentemente proprio all’esterno da una clinica di Worcester la polizia ha allontanato alcune persone che si erano avvicinate troppo alla struttura, non concedendo loro la possibilità di incontrare le donne anche solo per proporgli un’alternativa. Se la Corte Suprema desse ragione ai ricorrenti, il diritto di pensiero e manifestazione sarebbero ristabiliti ovunque. Ma se si confermasse la sentenza di primo grado, non solo in Massachusetts, ma in tutta America non si vedranno più Juno capaci di cambiare idea solo perché qualcuno ha detto loro che «il tuo bambino ha già le unghie».