Abbiamo bisogno dei principi della tradizione cristiana per rimediare alla perdita di senso

Servirebbero partiti identitari, capaci di agire anche nella dimensione prepolitica attraverso attività di formazione e di iniziativa culturale. Servirebbe una legge elettorale alla tedesca

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“Qual è la casa politica dei cattolici?” è la domanda che abbiamo posto, qualche giorno fa sul sito di Tempi. Esiste un pericolo che si chiama irrilevanza, come ha notato il cardinale Camillo Ruini e un risultato elettorale che ne pare la conferma. Abbiamo chiesto un’opinione su questi temi a Maurizio Sacconi, ex ministro, presidente dell’Associazione Amici di Marco Biagi. Ecco la sua risposta.
L’influenza della cultura cristiana sulla società italiana e sui corpi intermedi della rappresentanza politica e sociale si è progressivamente affievolita. Il senso comune del popolo è stato spesso sopraffatto, soprattutto nelle istituzioni, dal luogo comune delle élite cosmopolite. Di queste si può anche dire, come si diceva un tempo del comunismo, che amano a tal punto i poveri da produrli.
Eppure oggi più di ieri avremmo bisogno dei principi della tradizione cristiana per rimediare alla perdita di senso, per collocare la persona al centro di ogni azione pubblica, per ritrovare la vitalità demografica promuovendo la famiglia naturale, per vivere una vita piena nonostante le insicurezze immanenti in questa epoca. La stessa povertà dovrebbe essere sconfitta attraverso l’inclusione e non con i sussidi che intrappolano in essa.
Le forme politiche attuali non sembrano soddisfare pienamente l’obiettivo di una maggiore influenza della cultura cristiana anche se bisogna pur distinguere tra coloro che apertamente promuovono la sovversione antropologica e coloro che vi si oppongono. Servirebbero partiti identitari, capaci di agire anche nella dimensione prepolitica attraverso attività di formazione e di iniziativa culturale. Servirebbe una legge elettorale alla tedesca, proporzionale con soglia minima e sfiducia costruttiva, tale da incoraggiare proprio i partiti identitari, il voto “per” le proprie convinzioni e non “contro” quelle altrui, la mediazione che muove dal rispetto delle identità. Le prevedibili difficoltà di questa legislatura potrebbero favorirla.

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