«Abbattiamo le chiese, viva i grattacieli!». Le idee di Fonzio Purtusu

Si chiama Alfonso Restivo ma è più noto con il suo soprannome: Fonzio Fofò Purtusu. Il suo video in cui annuncia la candidatura alle prossime amministrative di Agrigento spopola sul web. Chiaro il programma elettorale: via il duomo normanno, la valle dei templi diventa un centro commerciale e la squadra locale di calcio Akragas vince la Champions League.

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Il programma, si dovrà riconoscerlo, è concreto. Fin troppo. Per le amministrative del 6-7 maggio, ad Agrigento è sceso in campo un candidato combattivo. E anche “colorito”. Rilanciato da Teleacras, la tv locale, il suo spot elettorale sta facendo il giro del web: lui si chiama Alfonso Restivo, detto Fonzio Fofò Purtusu (Alfonso Buco, nella traduzione dal dialetto). Un personaggio che al confronto Cetto La Qualunque impallidirebbe. Fonzio, infatti, attempato candidato, nel tempo libero amava già abbigliarsi da paladino normanno e sfilare per le vie della città. Lo ha fatto in tutte le occasioni che contano, così al momento di ideare il nome per il nuovo partito ha pensato di ripescare l’idea, e ha ribattezzato la sua avventura politica Ppa, Paladini per Agrigento.
 

Ma la cosa che più conta, di Fonzio Purtusu, è che ha le idee chiare. Nel video elettorale, che su Youtube spopola, Fonzio espone i punti del suo programma, «che sono 25», tutti seguiti dallo slogan: «Votate! Adesso!». Il sogno è quello di traghettare la sua Agrigento nell’era della modernità e per apparire più convincente il candidato sindaco tira fuori quel dialetto reso celebre nei romanzi di Montalbano: «Mi candido no per me (sic) ma pe voi. Perché siamo stufi di questi (i politici tradizionali, ndr) che ci comandano da qui ‘nzina (fino, ndr) alle prossime elezioni. Io sono stato in questa terra, nato da Dio, non per essere servito ma per servire questo popolo». Con una fascia tricolore beneaugurante e le bandiere dell’Europa alle spalle, ecco Fonzio più battagliero che mai. «Primo: la chiesa della Cattedrale demolirla e farci un grattacielo» (peccato: la Cattedrale di San Gerlando di Besancon, eretta nel 1305, è una delle testimonianze normanne tra le più antiche dell’isola). «Secondo: a palazzo Lo Jacono (edificio del centro storico crollato nel 2011, ndr) ci facciamo un altro grattacielo. Terzo: non solo che facciamo la rete idrica (in città in effetti carente, ndr) ma facciamo bagni per tutti i nostri concittadini (i bagni però risultano già presenti nelle case agrigentine, ndr)».

Idee chiare anche per l’occupazione: «Quarto punto: facciamo un concorso al comune per 40 mila dirigenti senza titolo. Adesso!!». Sviluppo del territorio: «Trasformeremo il Tempio della Concordia (quello greco della Valle dei templi, ndr) in un centro commerciale». Sport e tempo libero: «Porteremo all’Akragas (la squadra locale) in Champions League». Grandi opere: «È da quarant’anni che si parla di aeroporti e nessuno lo fa. Lo facciamo ora: in centro. Si entra dalla prefettura e si decolla dal Municipio. Adesso! Io farò tutte le strade in marmo di Carrara che non ci può ne pioggia né grannuli (grandine): questo farà di Agrigento una città immortale. No che abbiamo le strade tutte spaccate!». 

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