L'aumento esponenziale degli attacchi contro i palestinesi, la complicità del governo di Netanyahu, la ragionevolezza di Eisenkot. Rassegna ragionata dal web
L'esercito israeliano e un gruppo di coloni impediscono a donne palestinesi di raggiungere i propri terreni per la raccolta delle olive, nella città di Birzeit, in Cisgiordania, il 9 ottobre 2026 (foto Ansa)
Il Washington Institute riporta alcuni dati sull'aumento delle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania:
«Secondo i dati dell'esercito israeliano (Idf), il numero di episodi di "criminalità a sfondo nazionalista" (termine utilizzato per indicare le aggressioni fisiche) è salito a 870 nel 2025, rispetto ai 495 dell'anno precedente. Analogamente, gli attacchi classificati come "gravi" sono passati da 83 a 120. Anche il numero di vittime palestinesi è in crescita: l'Isa (il Servizio di intelligence interno - ndr) riporta 15 persone uccise in attacchi compiuti da coloni tra gennaio e agosto 2026, quasi il doppio rispetto alle 8 vittime registrate nell'intero 2025. Secondo i dati raccolti dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), tra gennaio e luglio 2026 i coloni estremisti hanno compiuto 1.380 attacchi in circa 250 comunità, provocando il ferimento di circa 900 palestinesi. I dati dell'Ocha indicano inoltre che la media mensile di tali ep...
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