Esserci
La guerriglia a Milano e la nostra responsabilità di adulti
Saranno contenti adesso, quelli che si auguravano che anche da noi gli indignati, gli incazzati si facessero sentire: il centro di Milano che diventa l’epicentro di una guerriglia di ragazzini, la maggior parte dei quali non ha neanche diciott’anni.
Come ha scritto qualche giorno fa il direttore di Tempi, in un editoriale che dovrebbe essere volantinato nelle scuole, nelle università, in ogni ambiente.
«È lo sfogo sterile di una generazione a cui è stato insegnato che l’odio e l’ostentazione di sé valgono più di qualsiasi proposta concreta».
Da sempre la questione dei giovani è la questione della proposta degli adulti: qualcuno che dica “segui quello che seguo io” e si comprometta con loro. È la nostra responsabilità.
Lo scorso sabato, trenta ragazzi per nulla diversi da quelli che sfasciavano tutto in piazza Duomo hanno trascorso la mattina a presentare a famiglie e ragazzi la loro scuola, la loro strada per la vita, il loro posto nel mondo.
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