Come ha potuto la più importante e avanzata industria europea diventare l’emblema della crisi industriale del Continente? L’inerzia delle imprese, gli errori della Germania e l’ideologia green dell’Unione. Serve imboccare strade nuove. Parlano Bricco e Salini
foto Ansa
Vogliamo fare l’elenco dei punti deboli dell’automotive europeo? Prezzi dell’energia insostenibili, capacità produttiva in eccesso rispetto al mercato, domanda interna debole, costi logistici elevati, sviluppo dei software lento, elevati costi del lavoro e degli oneri sociali in rapporto ai competitori cinesi e asiatici in genere, procedure di approvazione lente, un sistema infrastrutturale che fatica a sostenere un’economia industriale moderna (le interruzioni del trasporto ferroviario, la congestione stradale e la vulnerabilità del trasporto fluviale comportano costi aggiuntivi lungo l’intera catena di approvvigionamento), vincoli ambientali ed ecologici che aumentano i costi di produzione. Gli impianti sottoutilizzati ripartiscono i costi fissi su un minor numero di veicoli, riducendo i profitti o facendo aumentare i prezzi, e trasmettono la crisi ai fornitori della componentistica a causa della diminuzione dei volumi di prodotto.
I fornitori europei stimano che la nostra prod...
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