Al Meeting dedicato a “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, alcuni tra i maggiori astrofisici del mondo raccontano con insolita libertà la meraviglia e le domande suscitate in loro dall’osservazione dei prodigi del cosmo. Il più formidabile dei quali siamo proprio noi
Le “scogliere cosmiche” della nubulosa della Carena immortalate dal telescopio spaziale James Webb (foto Nasa, Esa, Csa, StSci)
Si intitola “Wonder Bound - Incantati dalla meraviglia” e davvero lo stupore è la nota dominante che resterà impressa in chi visiterà questa mostra al Meeting di Rimini (21-26 agosto), ma anche in chi, come me, ha avuto l’onore di curarne la realizzazione.
Stupore, innanzitutto, per le spettacolari immagini provenienti dai telescopi spaziali Hubble e James Webb, stampate in maxi formato per l’esposizione. Sono “fotografie” di una bellezza mozzafiato che hanno consentito alla ricerca scientifica di compiere progressi fondamentali e di ampliare enormemente la nostra comprensione dell’universo, tanto da diventare iconiche anche nella cultura di massa: sono passate in tv, compaiono su magliette e calendari, si studiano nei libri di scuola. Ricordo che una volta alle Hawaii trovai una riproduzione della Nebulosa di Orione ripresa da Hubble in vendita su una bancarella. Preso dall’entusiasmo, la afferrai e dissi all’ambulante: «Ehi, questa l’ho fatta io!». Il venditore mi fulminò con lo sgua...
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