“L’ascesa” di Larisa Šepit’ko è una via crucis di gelo e fame. Avvincente e tragica la storia vera di “North Face”. In “Cliffhanger” pareti e crepacci sono muto sfondo, in “Vertical Limit” puro show. Le recensioni della settimana
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
L’ascesa ★★★★
Di Larisa Šepit’koAnno di uscita: 1977Dove vederlo: in dvd
Due partigiani sovietici, braccati nella steppa innevata della Bielorussia occupata dai tedeschi, devono scegliere tra il martirio e il tradimento. Larisa Šepit’ko trasforma la neve in un Golgota bianco e la cattura dei due uomini in una via crucis fotografata con inquadrature che richiamano esplicitamente l’iconografia cristiana. Non è un film sulla montagna come conquista, ma sulla montagna come luogo dell’ultima prova, dove il corpo cede e resta solo la domanda su cosa un uomo sia disposto a perdere pur di non tradire se stesso. L’ultimo film della regista ucraina, morta due anni dopo in un incidente stradale, vi...
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