Il blocco navale contro l'Arabia Saudita da parte del gruppo militare yemenita rischia di allargare il conflitto tra Iran e Stati Uniti o è solo un gesto dimostrativo?
L'annuncio in tv, da parte del portavoce del gruppo militare yemenita degli houthi, Yahya Sarea, del blocco navale contro l'Arabia Saudita imposto nello stretto di Bab el-Mandeb (foto Ansa)
Una nave cinese diretta al porto di Gedda costretta a invertire la rotta perché minacciata via e-mail che il suo permesso di transito era stato revocato e che poteva «essere presa a bersaglio in qualunque località nel raggio operativo delle forze armate yemenite», altre cinque navi di varia nazionalità che hanno invertito la rotta dopo aver avuto notizia della vicenda della nave cinese. Molte altre navi, comprese tre petroliere che commerciano con l’Arabia Saudita, che attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb senza problemi, ignorando le minacce.
A che gioco stanno giocando gli houthi? Dov’è collocato il confine fra la realtà e il bluff? Stanno agendo dietro ordini di Teheran o di propria iniziativa? La crisi in corso fra Sana’a e l’Arabia Saudita può sfociare in un allargamento del conflitto che impegna dalla fine di febbraio Iran e Stati Uniti? Sono queste le domande che mettono ansia le cancellerie di mezzo mondo dopo l’annuncio lunedì scorso, da parte del governo ribelle che contr...
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