Contenuto riservato agli abbonati

A San Siro la solita partita tra giustizia e politica. E la solita melina di Sala

Di Pietro Piccinini
02 Aprile 2026
Domande su una indagine che «si aspettavano tutti». E dubbi sulla solidità di un sindaco che si è giocato il match più importante con i piedi in troppe scarpe
Stadio di San Siro - Giuseppe Meazza
Foto Depositphotos

Si sarebbe potuta perdere l’intera giornata, ieri, a leggere la marea di articoli, retroscena e commenti usciti su tutti i giornali a riguardo delle indagini della procura di Milano sulla vendita dello stadio di San Siro dopo le perquisizioni – eseguite martedì mattina – negli uffici e nelle abitazioni dei nove eccellenti indagati tra dirigenti del Comune e consulenti e manager delle due squadre acquirenti, Inter e Milan. Ore e ore a spulciare pagine e pagine per ricavare ben poco di nuovo e una certa sensazione di déjà vu. La “colpa” di vendere al compratore L’ipotesi su cui indagano i magistrati è, scrive il Fatto quotidiano,

«che il bando di vendita sia stato costruito su misura per Milan e Inter, con “collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti”. Così scrive il gip Roberto Crepaldi che ha autorizzato le perquisizioni chieste dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi».

Del resto, viene da chiede...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online
per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati