Mi fanno male questi tramonti alle quattro del pomeriggio, e tutta questa oscurità. Mi sembra di cadere in un pozzo senza fondo. Per questo aspetto il solstizio
Queste righe che vedete sono il riverbero del sole che sorge, sulle pareti di una casa sulle colline della Gallura, a fine giugno.
Voi leggerete in gennaio, ma io scrivo il 13 dicembre, santa Lucia. Al solstizio di inverno, l’ora più buia, mancano otto giorni. Io aspetto con ansia. Mi fanno male questi tramonti alle quattro del pomeriggio, e tutta questa oscurità. Mi sembra di cadere in un pozzo senza fondo. Per questo aspetto il solstizio, alla vigilia di Natale: quando il sole inverte il suo cammino, e torna a salire.
Dapprima nessuno se ne accorge. Tanto deboli sono ancora i raggi a febbraio, il sole pallido, come convalescente da un brutto malanno. Ma poi, a marzo, si vede bene che la luce torna, che la vita rinasce.
Quanto a quel raggio della foto, è un mio promemoria. D’estate al mare mi sveglio non appena sorge il sole. Lascio le finestre aperte, perché entri il primo raggio. Dalle colline l’alba è dapprima una soffusa luce rosa, poi rossa, quasi porpora. Il primo raggio se ne i...
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