Esserci

La gioia di un destino

Di Esserci
28 Gennaio 2026
Sarebbe una leggerezza imperdonabile derubricare a problemi di sicurezza le drammatiche notizie che giungono da scuole e strade. È una questione di civiltà che ci riguarda tutti
L’ingresso dell’Istituto Domenico Chiodo a La Spezia, la scuola dove il 16 gennaio scorso il Abanoud Youssef è stato accoltellato a morte da un compagno (foto Ansa)
L’ingresso dell’Istituto Domenico Chiodo a La Spezia, la scuola dove il 16 gennaio scorso il Abanoud Youssef è stato accoltellato a morte da un compagno (foto Ansa)

Giungono notizie drammatiche dalle scuole a dalle strade delle nostre città. Derubricarle a problemi di sicurezza sarebbe una imperdonabile leggerezza. È piuttosto una questione profonda, di civiltà, che riguarda innanzitutto genitori e scuola.

«I genitori di queste generazioni doloranti, naturalmente hanno voluto bene ai loro figli. Tuttavia… non si può dare a un essere umano, non si può dare a un figlio il senso dell’essere voluto, il sentimento dell’essere voluto, non si può far capire questo, se non si comunica la gioia di un destino. Allora il dolore cambia aspetto; cioè, cambia significato, cambia segno e diventa una condizione. È la gioia del destino che i padri non hanno comunicato ai figli».

(L. Giussani in G. Testori, Il senso della nascita. Colloquio con don Luigi Giussani, Rizzoli)

È la stessa comunicazione della gioia del destino che la scuola non ha più considerato un suo compito, riducendo l’educazione a mero trasferimento di competenze e divenendo un soggetto inutile quando non dannoso.

C’è molto da fare!

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