L’asse Italia-Germania per salvare i rapporti tra Europa e America, la propaganda di chi preferirebbe approfittare delle tensioni interatlantiche per avvicinarsi alla Cina. Rassegna ragionata dal web
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ospite della premier Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj, Roma, per il vertice bilaterale Italia-Germania, 23 gennaio 2026 (foto Ansa)
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ospite della premier Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj, Roma, per il vertice bilaterale Italia-Germania, 23 gennaio 2026 (foto Ansa)
Su Linkiesta Mario Lavia scrive:
«È il suo faro ideologico, convinta che il personaggio abbia il mondo in mano, il che è solo parzialmente vero, e se fosse interamente vero sarebbe un buon motivo per arginarlo. Dopodiché ha ragione Gentiloni quando chiede: “Ma a noi che ce ne viene?”. Cosa ha guadagnato l’Italia della special relationship con il Mastino americano? A che è servito scodinzolare a Mar-a-Lago (a parte l’intercessione per Cecilia Sala, ma quello non è un fatto politico), ammiccare coi sorrisoni alla Casa Bianca, se non alla personale immagine di una Giorgia televisiva non più underdog ma undertrump?».
La discussione pubblica, sale di una società libera, richiede il confronto tra posizioni diverse: ma la “discussione” funziona bene se la propaganda dei punti di vista, pur inevitabile, è contenuta. Al...
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