Proteste infinite per l’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur, ma le piazze restano vuote davanti alla sola “invasione” che minaccia già oggi le nostre economie. Quella delle merci cinesi. Numeri da brividi
Panoramica sul terminal riservato delle merci destinate all’estero del porto di Qingdao, Cina, 13 ottobre 2025 (foto Ansa)
Spaventa l’accordo tra Ue e Mercosur, il più grande trattato di libero scambio mai siglato dall’Europa, che va alla firma in queste ore. Già nei prossimi giorni torneranno in strada i trattori, simbolo di una protesta degli agricoltori di numerosi paesi membri dell’Unione (francesi e polacchi in testa, ma anche italiani) che nasce dal timore di una prossima invasione di prodotti a basso costo e soggetti a controlli di qualità e salubrità ritenuti inferiori agli standard comunitari. Timori solo parzialmente fondati, anche perché un quarto di secolo di negoziato e parecchie salvaguardie hanno riconsegnato un testo talmente puntellato di garanzie da spingere perfino il governo Meloni – inizialmente intenzionato a votare contro – a rompere il fronte degli scettici.
E come le piazze riempite in nome di Gaza e ancor di più in odio a Israele e ai suoi alleati occidentali hanno per contraltare quelle vuote o mai convocate a sostegno dei ragazzi iraniani che lottano per liberarsi dal regime kho...
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