Non stupirebbe se oggi i tedeschi, passati dalla crescita fondata sull’austerità di bilancio e il boom dell’export a un tentativo di ripresa fondato sul debito pubblico, lasciassero affondare l'euro fra le onde della tempesta russo-ucraina
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (foto Ansa)
Visto com’è andato il Consiglio europeo del 18-19 dicembre (i lavori iniziati alle 9.30 di giovedì si sono conclusi alle 3 del mattino), ha ragione chi, come il governo italiano, mentre vede di buon occhio le cooperazioni rafforzate e accetta il ricorso alle maggioranze qualificate negli ambiti in cui attualmente tali maggioranze sono previste, rifiuta l’abolizione completa del voto all’unanimità.
Per quale motivo? Perché della Germania non ci si può fidare. Lo scontro paradossale sugli asset russi depositati presso Euroclear a cui si è assistito al vertice di Bruxelles – l’Italia presunta sovranista che proponeva la creazione di debito comune europeo per salvare l’Ucraina dalla bancarotta contro la Germania presunta antisovranista che rifiutava una scelta politica di integrazione europea e spingeva per una soluzione conveniente a se stessa di cui avrebbero fatto le spese prima di tutto il Belgio, quindi i paesi Ue coi debiti pubblici più alti e infine l’euro – dovrebbe correggere lo ...
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