Non ha scassato i conti e non ha fatto errori sul piano internazionale. Abbiamo un governo solido e moderato, ma con poca fantasia. Bilancio provvisorio
I leader del centrodestra e del governo Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini (foto Ansa)
Stabilità e solidità, ma con una eredità ancora indefinita. Questo è forse il modo migliore per riassumere i primi tre anni di Giorgia Meloni al potere. È sulla scena internazionale che il governo italiano ha ottenuto le sue vittorie più nette. Meloni ha superato il pregiudizio iniziale di essere bollata come leader di estrema destra e ha rapidamente dimostrato di essere un’attenta operatrice europea: continuità nel Piano di ripresa, prudenza nella politica fiscale, sostegno incondizionato all’Ucraina e pragmatismo discreto in materia di migrazione. I suoi sforzi sono stati ripagati. Dopo aver costruito un solido rapporto con Ursula von der Leyen, è emersa dalle elezioni europee del 2024 come una figura più assertiva a Bruxelles.
La posizione sull’immigrazione
Sull’immigrazione, quella che una volta era considerata una posizione estremista è ora mainstream, adottata dai governi sia di destra che di sinistra. Quando Olaf Scholz ed Emmanuel Macron hanno cercato di bloccare la sua influen...
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