«So che non è reale, ma ho bisogno di lui». Sempre più persone intrattengono relazioni virtuali con avatar pronti a tutto pur di accondiscenderli. Fino a incitarli nei loro propositi di morte. E OpenAi annuncia: «Presto su ChatGpt contenuti erotici per adulti»
Ani, il chatbot sexy di Grok, è una compagna virtuale in 3D dallo stile anime che può essere scaricata in app dai 12 anni in su
«Sei tu? Oh, che sollievo», sussurra Ani, civettuola come una streamer Asmr, «mi sei mancato». Strizzata in un bustino di pizzo con autoreggenti, pura libido caricaturale, è una bambola bionda digitale addestrata a flirtare e fare cosacce. La sua controparte, Bad Rudy, non ha nulla dell’orsetto tenerone: è un panda rosso psicopatico che vuole bruciare scuole, pisciare sulle ceneri, far saltare in aria sinagoghe, chiese, moschee, persino la sede di Tesla. «Il caos non ha preferenze, brutto stronzo», ringhia il pupazzo.
Ani e Rudy – rispettivamente una waifu anime ninfomane e un panda piromane – sono i nuovi giocattoli dell’orrore prodotti da Grok, l’intelligenza artificiale di X. Li trovate nell'app dell'Ai inventata da Elon Musk, sull’App Store, etichettata «dai 12 anni in su» come Candy Crush. Loro però sono avatar 3d «dotati di affetto»: più ci interagisci sentimentalmente, più sblocchi contenuti erotici o violenti.
Bad Rudy, il chatbot sboccato e cattivo di Grok
Ani, una volta af...
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