Gli ucraini non vogliono più “combattere fino alla vittoria”

Di Emanuele Boffi
09 Agosto 2025
Mentre si parla di un possibile incontro tra Trump e Putin, Gallup rende noto un sondaggio secondo cui la maggioranza della popolazione vorrebbe che «il conflitto terminasse quanto prima con una tregua». Altre lettere su libertà di stampa e sindone
Kiev, Ucraina, 1 agosto 2025 (Foto Ansa)
Kiev, Ucraina, 1 agosto 2025 (Foto Ansa)

I media scrivono di un imminente incontro, forse in Italia, forse negli Emirati, probabilmente in Alaska, tra Donald Trump e Vladimir Putin per un cessate il fuoco in Ucraina. Quanto ci dobbiamo credere?
Mirko Staffelli

Qualsiasi iniziativa che possa portare a un accordo sull’Ucraina è auspicabile e noi ci speriamo anche se – ne abbiamo già avuto più volte prova – i fallimenti sono dietro l’angolo. Tutte le notizie vanno dunque prese con le pinze. A quanto si sa, l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente Steve Witkoff ha discusso (discusso, non concordato) col presidente russo d’un cessate il fuoco e posto le basi per una trattativa che prevederebbe: il riconoscimento della Crimea e del Donbass come territori russi; la restituzione di alcune zone, ora sotto il controllo russo, all’Ucraina; la revoca delle sanzioni; la possibilità per Kiev di aderire in futuro alla Nato; la garanzia che le saranno fornite armi in caso di nuovo attacco. Tutte ipotesi che abbiamo già letto nei mesi scorsi e che andranno verificate, soprattutto per capire se Putin le accetterà mai. In un’intervista apparsa ieri sul Corriere, Charles Kupchan, docente di Relazioni internazionali alla Georgetown University, già consulente per l’Europa durante le amministrazioni Clinton e Obama, ha detto che un accordo su queste basi «sarebbe buono per Zelensky». Certo, non una soluzione ideale (in un mondo perfetto, la Russia dovrebbe ritirarsi e l’Ucraina rientrare in possesso di tutti i suoi territori), ma «realistica» perché Kiev «non ha la potenza militare» per riconquistare ciò che ha perso. Se mantenesse il controllo dell’80 per cento del suo territorio e le fosse, in qualche modo, garantito che non diventerà una nuova Bielorussia, l’Ucraina potrebbe accettare. Staremo a vedere. Noi siamo scettici, ma speriamo di essere smentiti. Intanto va segnalato anche un sondaggio di Gallup – lo riporta sempre il Corriere – secondo cui «solo il 24% degli ucraini è favorevole a continuare a combattere fino alla vittoria (nel 2022 erano il 73%) mentre il 69% vorrebbe che il conflitto terminasse quanto prima con una tregua».

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Vorrei sapere se secondo voi è vero che Meloni limita la libertà di stampa? Vi ringrazio.
Roberto Maroncelli

Caro Roberto, basta andare in edicola per rispondere alla sua domanda. In Italia si stampano e vendono giornali, settimanali, mensili di ogni orientamento politico. Tramite internet ognuno di noi ha accesso a qualsiasi tipo di informazione, simpatetica o antipatizzante nei confronti del governo. Dove sarebbe questa limitazione?

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Leggo sul Corriere questa ennesima bufala sulla Sindone che rilancia i vaniloqui di due scienziati, uno messicano e l’altro italiano ma altrettanto poco seri. Come si fa a sostenere che l’immagine sul telo della Sindone starebbe stata ottenuta stendendolo su una statua intorno al 1200 come da risultati fasulli del già sconfessato esame del carbonio? Prima trovatemi un artista medievale che scolpiva o realizzava figure umane simili a quelle del corpo che risulta dal telo. Bisogna aspettare almeno un Donatello o un Michelangelo per vedere qualcosa di simile. E la tecnica per lasciare l’impronta quale misterioso genio l’avrebbe inventata se ancora oggi non si sa come sia stata fatta? L’astronave entra nell’iperspazio e un astronauta alla guida dice: “Ecco il vuoto cosmico!” E l’altro commenta: “Lo pensavo più simile al Corriere della Sera!”.
Guido Clericetti

È una notizia «vecchia e antiscientifica». Non sappiamo se per la vergogna o se per un errore tecnico, sta di fatto che la versione online dell’articolo del Corriere non è più leggibile. «La pagina richiesta non è stata trovata», recita la scritta che appare laddove c’era l’articolo. Una bufala durata il tempo di qualche clic.

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