In attesa di una “Rerum Novarum 2.0”, le prime riflessioni di Leone XIV sull’intelligenza artificiale così come emergono dalle sue parole
Papa Leone XIV in visita al Centro radio in onda corta della Radio Vaticana a Santa Maria di Galeria, Roma (foto Ansa)
Ha detto Leone XIV il 10 maggio scorso, davanti al collegio dei cardinali che lo avevano eletto papa appena due giorni prima, che la scelta del nome discende da «diverse ragioni» ma quella principale è che
«il papa Leone XIII, con la storica enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».
Una “Rerum Novarum” di Leone XIV aggiornata all’epoca dell’Ai è diventata presto un’aspettativa generale, visto che il nuovo capo della Chiesa solo nel primo mese e mezzo di pontificato ha parlato di intelligenza artificiale come «una delle sfide che contraddistinguono il nostro tempo» agli interlocutori più vari: agli operatori della comunicazione (12 maggio), ai parlamentari in o...
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